“Tuber Primae Noctis” ha aperto la stagione della “cerca” del Tartufo Bianco d’Alba

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Appuntamento fisso, a scandire il ricco calendario di eventi legati alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, torna anche quest’anno “Tuber Primae Noctis”, che lunedì 20 settembre ha visto il Tuber magnatum Pico celebrato nella prima notte dell’anno in cui prende avvio la cerca per i trifolao di tutto il Piemonte.

Dopo il periodo di fermo biologico imposto dal 1° al 20 settembre di ogni anno, per evitare un eccessivo sfruttamento dell’ambiente durante un momento fondamentale per la maturazione dei corpi fruttiferi, ad anticipare l’autunno ecco dunque il “Capodanno del Tartufo” organizzato dall’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba in collaborazione con lo storico partner del Consorzio Alta Langa, per brindare con un calice di bollicine piemontesi insieme alla Regione Piemonte, alla Città di Alba e alla Città di Asti e ai più importanti attori della filiera di valorizzazione del territorio: l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il Centro Nazionale Studi Tartufo, l’Unione delle Associazioni Trifulau Piemontesi e i rappresentanti di tutte le Fiere nazionali e regionali del Tartufo bianco in Piemonte.

Teatro dei festeggiamenti di quest’anno, lo splendido scenario della scuola di danza Orsolina 28, a Moncalvo: uno spazio al servizio del linguaggio universale delle arti e che trascende il tempo, in cui i colori, i suoni e i profumi della natura, con i doni e le sorprese delle stagioni, si mescolano alla dolcezza e all’armonia del paesaggio, dando vita a un luogo unico e incantevole.

Da qui, allo scoccare della mezzanotte, i trifolao sono partiti in compagnia dei fedeli tabui alla ricerca del più prezioso tra i doni della terra, tutelato sulla base della legge regionale 16/2008, che permette all’ambiente di godere dei giusti tempi di riposo: una filosofia pienamente condivisa dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, che non per niente – per questa sua 91ª edizione – ha proprio scelto il tema “Connessi con la natura”.

Ad arricchire la serata, la pièce teatrale “Il battito del bosco”, da un’idea di Holden Studios by Scuola Holden, messa in scena da inQuanto teatro. Per la regia di Giacomo Bogani (con Diletta Oculisti, testo di Andrea Falcone e Matilde Piran, supervisione drammaturgica di Lucilla Giagnoni, illustrazioni di Giovanni Gastaldi, musiche di Daniele Carcassi, costumi di Floor Robert, voce di Primo Culasso, disegno luci e tecnica di Laura De Bernardis), “Il battito del bosco” nasce in seno al Progetto Pays Aimables, a valere sul Programma Interreg V-A ALCOTRA Italia/Francia 2014-2020, realizzato da Ente Turismo Langhe Monferrato Roero in collaborazione con la Provincia di Cuneo.

L’obiettivo del progetto è la creazione di nuovi prodotti turistici legati al paesaggio, inteso come risultato di una somma di territorio, conservazione, antropizzazione positiva ed esperienza secolare. Il paesaggio si concretizza così nelle sue forme più naturali e genuine attraverso la narrazione al visitatore delle dinamiche stagionali alla base del patrimonio tartufigeno. Il paesaggio è così composto anche dall’esperienza e dalla narrazione del cercatore, che attraverso la sua interazione con la natura ne garantisce e perpetua l’esistenza.

“L’Alta Langa è un territorio unico: sintesi di tradizioni antichissime e nuova consapevolezza ecologista, è davvero un luogo magico in cui passato e futuro si intrecciano – recita la sinossi dello spettacolo –. Allo stesso modo, ‘Il battito del bosco’ intreccia le voci, le parole e le storie di chi custodisce questa terra da secoli, e lo sguardo, scanzonato e romantico, di chi la visita per la prima volta. Al centro dello spettacolo c’è il valore dell’incontro: tra una ragazza di città e un vecchio cercatore di tartufi, tra cane ed essere umano, tra desiderio e rispetto. Il primo capitolo di una nuova storia, tutta da scrivere”.

“Tuber Primae Noctis è un momento altamente simbolico, e siamo felici, per questa terza edizione, di poterlo celebrare in terra astigiana, rinsaldando il legame tra i territori di Langhe, Roero e Monferrato e, allargando l’orizzonte, all’insieme di tutte le Fiere regionali dedicate al Tartufo – dichiara la Presidente dell’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Liliana Allena –. Il nostro grazie va a tutti i trifolao per il loro prezioso lavoro, ricercatori instancabili nelle notti di luna, in perfetta sintonia con i propri cani. Tra pochi giorni il frutto delle loro ricerche sarà accolto nel nostro Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, un luogo unico e inebriato dagli aromi del Tuber magnatum Pico, in cui acquistare tartufi certificati sotto l’occhio vigile dei giudici del Centro Nazionale Studi Tartufo. Con un calice di Alta Langa DOCG levato al cielo, brindiamo insieme a una nuova ed entusiasmante stagione del Tartufo Bianco d’Alba”.

“Il legame tra i nostri vini Alta Langa DOCG e il Tartufo Bianco d’Alba in questi anni si è fatto via via più stretto – commenta il presidente del Consorzio Alta Langa, Giulio Bava –. Un comune territorio di origine, un comune senso del gusto, un comune sentire che ci ha avvicinati e ci ha permesso di vivere un’esperienza che parte dalla tavola, ma va ben oltre. Ormai l’abbinamento fra le bollicine di Alta Langa e il Tartufo Bianco si è fatto strada e si è affermato tra le ricette degli chef e nei desideri di chi ama il buon vivere. La collaborazione del Consorzio con l’Ente Fiera e con tutti gli attori di questa straordinaria manifestazione che è La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si consolida anno dopo anno e anche in questo 2021 siamo felici che sia proprio un brindisi di Alta Langa DOCG a salutare il ‘Capodanno del Tartufo’. Un appuntamento importante per diffondere una cultura più profonda sul Tartufo e per fare il punto sul vero protagonista della Fiera Internazionale: questo frutto prezioso e insostituibile delle nostre terre”.

“Siamo fieri di poter annunciare che, insieme al presidente Antonio Degiacomi e al Centro Nazionale Studi Tartufo, il Consorzio sta strutturando un progetto pilota di sensibilizzazione dei propri soci viticoltori per dedicare una porzione di terreno alla piantumazione di alberi simbionti del Tartufo – aggiunge Paolo Rossino, responsabile operativo del Consorzio Alta Langa –. Questi alberi potranno essere curati direttamente dagli agricoltori, o si potranno stabilire accordi con associazioni di trifolao che se ne occupino in modo da favorire buone pratiche di sviluppo e mantenimento delle tartufaie sul territorio delle colline alte di Langa. Auspichiamo che anche altri enti e associazioni si muovano in questa direzione: come e più che piantare una vite, piantare un albero significa avere capacità di immaginare il futuro. E se piantare un albero permette di dare corpo al sogno di un mondo più bello, piantare alberi simbionti del Tartufo ci impegna nella direzione di un mondo più buono”.

c.s.