Un progetto in Val Varaita per la creazione della rete “Custodi del suolo”: la prima giornata pubblica il prossimo 19 giugno a La Milpa, Piasco

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Quasi tutti sono in grado di apprezzare la bellezza e la vitalità di un orto, un giardino, un prato, o di un bosco, ma chi è in grado di riconoscere ciò che esiste nella sua parte non visibile, sotto terra, nel SUOLO? Una domanda che non fa solamente appello alle necessarie conoscenze tecniche ma che chiama in causa in primo luogo una questione culturale. Se per le culture ancestrali la Terra era una Madre da amare, oggi l’essere umano, nella maggior parte dei casi, la considera un mero substrato, una miscela di componenti chimiche da cui trarre i frutti, affidandosi ad una routine di trattamenti.

Gli ultimi 50 anni di agricoltura convenzionale hanno ridotto in misura notevole la fertilità dei suoli e spezzato gli equilibri naturali: arature profonde, utilizzo di fertilizzanti chimici e pesticidi, uso indiscriminato dei diserbanti e dell’irrigazione hanno avuto l’effetto di impoverire i terreni in un tempo decisamente breve. Il suolo nasce, si evolve e può morire proprio come un essere vivente e a noi spetta garantire la salvaguardia e il ripristino del gran numero di microrganismi viventi, i quali svolgono delle funzioni essenziali per l’uomo, per gli ecosistemi e per la vita stessa.

Ottenere un reale miglioramento dei suoli del territorio attraverso la diffusione di buone pratiche migliorando la qualità della vita della comunità, sensibilizzare la cittadinanza sulla responsabilità del suolo che tutti abbiamo, creare una rete virtuosa di promozione e sostegno, sono gli obiettivi del progetto “Custodi del suolo” che sarà presentato il prossimo sabato 19 giugno in una giornata pubblica presso La Milpa Orto Collettivo di Piasco.

La Milpa Orto Collettivo, ramo agricolo dell’OdV Spazio Vitale, è nata sette anni fa con l’obiettivo di coltivare un terreno di circa 2500 mq., per l’autoproduzione, l’autoconsumo e la salvaguardia dei semi e della biodiversità. Un’attività il cui fulcro è stato fin dal principio la comunità. E proprio questo ha permesso in breve tempo il coinvolgimento di diversi attori dislocati sulla Val Varaita i “custodi del suolo”, circa 30 persone tra i volontari dell’orto collettivo del quale fanno parte un pioniere del biologico, Armando Mariano e due giovani studenti dell’istituto agrario e hobbisti, coltivatori, raccoglitori, apicultori, allevatori, che hanno avviato piccole aziende in valle.

Le principali realtà agricole coinvolte sono la cooperativa agricola Il Casolare, l’azienda agricola di Alessio Rosso, azienda agricola Humus di Davide Provenzano, QBere Kauss, produttori di birra artigianale su Piasco, La società agricola Cresco di Rossana, Matteo Mana giovane apicultore e agricoltore di Manta, Cascina Roncaglia a Villafalletto, azienda agricola Bio Borghino a Castellar Saluzzo, Allevamento biologico di Flavio Rebuffatti di Sampeyre e l’azienda Munari di Bellino.

Apprendere ad osservare l’ambiente agricolo come un organismo, anteporre la salute del suolo ai risultati produttivi in termini di quantità, rinunciare all’uso di pesticidi, diserbanti e concimi chimici, proporre la diffusione della riproduzione e lo scambio delle sementi, saranno gli impegni discussi e sottoscritti attraverso tavoli di lavoro e la creazione della “Carta dei Custodi del Suolo”.

Numerosi esperti provenienti da virtuose realtà come Nuove Rotte, Con.it.a.lo, Deafal , Officine Walden, Associazione per la Cristallizzazione Sensibile  ci insegneranno in modo pratico  cosa accade all’interno dei nostri suoli in una serie di incontri che durerà un anno intero dove i custodi parteciperanno a dodici giornate di formazione e sei giornate aperte alla cittadinanza in agricoltura naturale; molteplici gli argomenti, la biodisponibilità degli elementi nutritivi, il controllo dei patogeni e difesa, il mantenimento della struttura del suolo e la regolazione dei processi idrologici, l’acquisizione di competenze per l’autoproduzione di preparati agricoli naturali con un alto grado di efficacia sul ripristino della vitalità del suolo,  utili sia in ambito hobbistico che professionale.

Di fronte a minacce globali di grande entità questo progetto valorizza le piccole risposte. Piccole ma profonde, che creano mattoni stabili del cambiamento, perché radicate nelle coscienze; l’azione si svilupperà a partire dal riconoscimento del valore di ogni piccolo appezzamento di terreno, come parte di un mosaico virtuoso che si andrà a creare allargando man mano la rete.

Nel corso della prima giornata pubblica di sabato 19 giugno presso l’orto collettivo La Milpa di Piasco, nei pressi di via Giolitti 25, dopo la presentazione del progetto e della Carta dei Custodi del Suolo, interverranno Stefano Vegetabile dell’Organismo agricolo “Nuove Rotte” di Vergne su “Principi e pratiche di agricoltura naturale, le semplici azioni quotidiane benefiche per il suolo” e a seguire  nel pomeriggio si parlerà del mondo degli insetti con l’entomologo Giacomo Olivero, professore scienze naturali e microbiologia, e la biologa Simona Bonelli, professore associato di Zoologia dell’università di Torino e coordinatrice nazionale del progetto europeo sulle farfalle “Butterfly Monitoring Scheme” (eBMS).

Durante la giornata laboratorio di costruzione e inaugurazione di un hotel per insetti.

Negli ultimi anni gli insetti vanno via via scomparendo. Un problema che ci riguarda tutti da vicino, poiché gli insetti sono estremamente importanti per gli uomini come per gli animali. Ognuno di noi può dare un contributo, anche piccolo, offrendo un rifugio sicuro.

Il progetto promosso da Spazio Vitale OdV, ha ottenuto il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con la collaborazione della Regione Piemonte e del Centro Servizi per il Volontariato e ha avuto il patrocinio del Parco del Monviso e dei comuni di Piasco, Rossana, Venasca, Isasca, Brossasco, Melle, Sampeyre, Casteldelfino e Bellino.

c.s.