«Organizzare l’edizione 2021 è un piccolo grande segno di ripartenza che ci induce a osare ancora di più per essere protagonisti di un nuovo inizio»

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Quando, a metà del 2020, in pieno lockdown, si trattò di fornire indicazioni circa il futuro del Premio An­calau, il messaggio fu chiaro. L’evento “salta e raddoppia”, sintetizzarono con grande efficacia gli organizzatori (nella foto a destra, in cui si riconoscono, da sinistra: Oscar Farinetti, Ettore Secco, Silvio Saffirio e Tino Cornaglia). Fin da subito si decise di non disperdere le energie in rimpianti e di attivarsi per dare luogo a un’edizione ancora più ampia e articolata nel 2021. A una settimana dall’evento, in programma domenica 20 giugno con un prologo già sabato 19, chi si è impegnato nell’organizzazione è pron­to a raccogliere e condividere i frutti di tanto lavoro. Ettore Secco, sindaco di Bosia, si accinge sorridente alla fatica organizzativa finale di questo Premio Ancalau 2021: «Senza dubbio questo è l’Ancalau più complesso della storia del nostro evento. Quasi quanto la prima volta che lo organizzammo senza poter immaginare come sarebbe stato accolto dal pubblico. Tra le tante incertezze, una cosa però è certa: la gente ha voglia di riprendere la vita, i rapporti, il lavoro, gli affari, e il giorno del Premio Ancalau con i suoi visitatori festosi e sereni, i suoi banchi di produzioni tipiche e i suoi numerosi appuntamenti popolari e culturali è l’occasione più giusta per segnare la fine di una lunga crisi e l’inizio di un nuovo e grande periodo fattivo».

Silvio Saffirio, il comunicatore che ha scelto di dedicare parte del suo tempo a rimotivare il suo amato piccolo borgo in sinergia con il nuovo sviluppo dell’Alta Langa: «Solitamente il Premio Ancalau e ciò che gli ruota intorno è ricco di messaggi e significati come lo stimolo all’iniziativa, l’aiuto ai giovani, la valorizzazione del territorio. Quest’anno non mancano e vertono sull’ambiente, il lavoro, l’economia circolare e la solidarietà, mettendo al centro i giovani. Senza trascurare la cura e il culto dei legami col passato dal quale discendono gli “ancalau” di Langa, così antichi e così attuali. Ma il vero messaggio positivo è che l’Ancalau si faccia di nuovo. È un piccolo grande segno di ripartenza e sarà un buon esempio per tutti se si farà senza paure e in un esemplare rispetto delle norme di legge e di prudenza».

Oscar Farinetti, grande sostenitore della manifestazione, nonché presidente della Giuria che valuterà le 5 startup finaliste aggiunge: «Dopo tutti questi mesi di stop forzato, siamo chiamati a osare ancora di più. Il tema che si pone ora è uscire da questa strana forma di pseudo giustificata pigrizia. Prima non si poteva fare altrimenti, e molti si sono adeguati alla cosa, quasi compiacendosene. Adesso, però, bisogna ricominciare a lottare, perché ab­biamo di nuovo tutto per farlo. Dobbiamo scrollarci di dosso la pigrizia accumulata e metterci a lavorare con un “ancalau” enorme. L’Ancalau di quest’anno non può che portare proprio questo segno: l’osare per ripartire».
Un altro supporto importante al premio organizzato a Bosia è quello di Banca d’Alba, da sempre vicina all’Ancalau e ora più che mai convinta del valore dell’iniziativa, come si evince dalle parole del suo presidente, Tino Cornaglia: «Tor­niamo tutti insieme a farci promotori di un evento che sarà particolarmente ricco e vedrà Banca d’Alba ancora più protagonista, avendo invitato a Bosia Elena Granata, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, per parlare di “Riabitare il territorio”. Anche quest’anno l’Ancalau sarà una festa intelligente, capace di coinvolgere i giovani. E con 15.000 soci sotto i 30 anni, Banca d’Alba non può che sostenere convintamente un’iniziativa che mette al centro l’intraprendenza delle nuove generazioni.