Ginecologia Oncologica al Santa Croce di Cuneo: il robot fa la differenza

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Nel 2020, primo anno di attività del nuovo direttore della struttura complessa Ginecologia e Ostetricia Andrea Puppo, l’attività oncologica è triplicata rispetto agli anni precedenti, arrivando a trattare chirurgicamente più di 200 casi tra prime diagnosi e recidive oncologiche.

Tale risultato è stato possibile grazie al prezioso contributo del dipartimento chirurgico diretto da Felice Borghi, all’ottima sintonia sviluppata con l’équipe anestesiologica diretta da Giuseppe Coletta, alla collaborazione intensa con le altre realtà ginecologiche della provincia di Cuneo (che inviano regolarmente i casi complessi al Santa Croce).
Particolarmente fruttuoso lo studio sull’ottimizzazione del percorso di cura delle pazienti, condiviso con l’Oncologia Medica di Gianmauro Numico e la Radioterapia di Elvio Russi. Più del 30% dei casi arrivano da fuori provincia o da fuori regione, confermando l’attrattività che il polo cuneese fa sentire ben oltre i propri confini.

Un ruolo da protagonista si deve alla chirurgia robotica (con il sistema Da Vinci, già attivo a Cuneo da diversi anni ma mai in ambito ginecologico). Lo spiega il direttore dr. Puppo: “Con questo sistema sono state trattate decine di pazienti affette da tumore dell’utero, con una degenza media di poco più di due giornate.

La chirurgia robotica consente di ottimizzare il gesto chirurgico in spazi anatomici angusti, raggiungendo i massimi livelli di precisione senza compromettere l’efficacia del trattamento oncologico in termini di prognosi. In sintesi più del 90% delle neoplasie uterine (e più del 50% di quelle ovariche) può essere trattata efficacemente con chirurgia mininvasiva (laparoscopica o robotica), permettendo degenze brevi, recuperi post-operatori più rapidi (anche grazie al programma ERAS per cui la ginecologia cuneese è certificata a livello europeo) e rapido accesso alle cure post-chirurgiche laddove necessarie”.

L’équipe di Ginecologia oncologica ha un’età media intorno ai 40 anni, e trova nella formazione e nella partecipazione a studi clinici nazionali e internazionali la sua forza maggiore, rappresentando un ottimo investimento per il futuro della ginecologia cuneese.