Il Piemonte torna in zona arancione (ma non ancora le province di Cuneo e Torino): ecco cosa cambia

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Da lunedì 12 aprile, il Piemonte tornerà ad essere zona arancione, dopo quasi un mese di permanenza in area rossa. Il provvedimento è stato preso, seguendo la classificazione ed gli indicatori di rischio contagio da Covid-19, in particolare dopo l’abbassamento dell’indice RT sotto quota 1 e la discesa dell’incidenza sotto 250 casi su 100.00 abitanti.

In due province, però, l’incidenza è ancora sopra la soglia di allerta. Si tratta di Torino e Cuneo per le quali, alla luce del nuovo decreto, andrebbero mantenute misure più restrittive fino all’abbassamento dell’incidenza sotto i 250 casi su 100 mila abitanti.

Oggi alle ore 13 la Regione ha quindi convocato un incontro con gli epidemiologi e gli esperti dell’Unità di crisi, a cui è stata chiesta una relazione tecnica sui tempi previsti per il rientro della soglia di allerta in queste due province, dove la zona arancione potrebbe scattare qualche giorno dopo, presumibilmente a metà della prossima settimana tra mercoledì 14 e giovedì 15 aprile.

Ecco quindi cosa cambia nelle province di Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, da lunedì 12 aprile.

ATTIVITA’ COMMERCIALI

Apertura dei negozi al dettaglio.
Apertura dei centri estetici.
Apertura dei mercati anche extra-alimentari.
Apertura centri sportivi.

SPOSTAMENTI

Consentiti gli spostamenti all’interno del proprio comune senza autocertificazione dalle 5 alle 22. Coprifuoco: vietato circolare dalle ore 22 alle 5 del mattino salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio comune.

Consentita la visita a parenti ed amici nel limite di due persone, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi, solo all’interno del proprio comune.

Consentiti gli spostamenti dai comuni con una popolazione non superiore a 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30km e mai verso i capoluoghi di provincia. Consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione. Consentita l’attività sportiva all’aperto ma solo in forma individuale.

CHIUSURE

Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici ATECO 56.3 e 47.25 (Bar) l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18.
Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie al loro interno.
Chiusura di musei e mostre.
Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Impianti sciistici chiusi. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema.

SCUOLE
Didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Didattica in presenza per le scuole superiori al 50%. Previsti tavoli provinciali coordinati dai Prefetti per l’organizzazione di orari e trasporto pubblico.

Trasporto pubblico locale e trasporto ferroviario regionale: coefficiente di riempimento non superiore al 50%.

COSA CAMBIA NELLE PROVINCE DI CUNEO E TORINO

Per quanto riguarda le province di Cuneo e Torino, restano chiuse (fino al passaggio definitivo in zona arancione) tutte le attività commerciali e resta in vigore il divieto di spostamento, anche all’interno del proprio comune, senza autocertificazione e senza motivi di comprovata necessità.

Anche in queste due province, però, si tornerà alla didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie e, al 50%, per le scuole superiori.