Savigliano, docenti e genitori in piazza contro la DAD: “La scuola è un posto sicuro” (FOTO e VIDEO)

Circa un centinaio di persone hanno partecipato alla protesta silenziosa contro la didattica a distanza

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Nel tardo pomeriggio di oggi si è svolto il flashmob contro la didattica a distanza in Piazza Santarosa a Savigliano. Circa un centinaio di persone, tra cui genitori e insegnanti hanno partecipato a questa protesta silenziosa per difendere i propri figli e alunni, costretti ad essere rinchiusi in casa per via dell’aumento dei contagi. Distanziati e con la mascherina, al centro del gruppo compare la scritta “Scuole aperte” con attorno quaderni colorati sollevati dai partecipanti. Le organizzatrice dell’evento sono Anna Caldart, Elisa Testa e Mariella Carta.

“Nel mese di Novembre c’erano più di 300 casi qui a Savigliano, mentre ora ce ne sono 80 e sempre a novembre non c’era stato nessun focolaio all’interno delle scuole – “spiega Anna Caldart una delle organizzatrici del flashmob – Rispettando le regole, la scuola è un posto sicuro. Negli ultimi 15 giorni hanno vaccinato tutto il corpo docente di Savigliano e ci sembra assurdo che i bambini debbano stare a casa, quando i genitori lavorano e con i nonni non vaccinati; questa è stata una decisione che ci ha un po’ spiazzato”.

“Non neghiamo che i numeri della pandemia stiano crescendo – dice Elisa Testa un’altra organizzatrice – A differenza dello scorso anno che si è dovuto chiudere per via dell’emergenza, a distanza di 12 mesi la soluzione è sempre la stessa. Ci dispiace chi in questi 12 mesi ha dovuto decidere e ha trovato nella DAD l’unica soluzione. La scuola in questi mesi è sempre stata sacrificata, a partire da settembre si era scelto di posticipare l’inizio della scuola. La scuola è fondamentale per tutti, per il futuro e la DAD non equivale alla scuola in presenza; è chiaro ai genitori, ma soprattutto agli insegnanti che si rendono conto che la qualità dell’istruzione è inferiore, che i bambini svantaggiati sul piano economico e sociale lo saranno ancora di più e quindi aumenterà la differenza tra i ragazzi. Si parla di una chiusura di 15 giorni, ma siamo sicuri che non saranno due settimane, ma minimo un mese fino dopo Pasqua, perché probabilmente fra 15 giorni i numeri dei casi non si abbasseranno”, conclude Elisa.