“Acqua pubblica, respinti i ricorsi dei privati”

Riceviamo e pubblichiamo da Bruna Sibille, ex sindaco di Bra, attuale consigliere comunale braidese e membro della Conferenza d'Ambito di ATO4 Cuneese

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Bruna Sibille (foto di repertorio)

Sono stata presidente dell’ATO4 dal 2014 al 2019 ed oggi ne sono membro come consigliere comunale di Bra delegata dal sindaco Fogliato. Si tratta dell’ente che gestisce il Sistema Idrico Integrato dell’intera provincia: captazione, distribuzione, raccolta acque reflue, depurazione. Ogni volta che apriamo il rubinetto utilizziamo il lavoro di questo ente (ed ovviamente delle società operative che lo mandano avanti). La legge in vigore obbliga ciascun ambito provinciale a conferire la gestione del servizio ad un’unica società. La nostra Provincia, con una maggioranza superiore all’80%, ha deliberato l’affidamento ad una società pubblica consortile nel maggio 2018, nel pieno rispetto del referendum sull’acqua del 2011 che si era espresso chiaramente in questa direzione.

Da allora è stato fatto, dalla sottoscritta e da molti colleghi e collaboratori, un duro lavoro per dare attuazione alla normativa, e nel marzo 2019 il servizio è stato conferito al consorzio denominato COGESI, che raggruppa le società pubbliche delle diverse aree del cuneese. Il tutto sempre con la piena e maggioritaria approvazione dell’Assemblea dei Sindaci della provincia.

Purtroppo contro questa complessa operazione, avente il fine di assicurare non solo il fluire dell’acqua dai rubinetti ma anche adeguati investimenti per gli approvvigionamenti nei prossimi trent’anni, si è scatenata una scomposta reazione degli interessi di aziende private che si ritenevano lese, con una dispendiosa campagna di stampa al limite della diffamazione verso chi (come la sottoscritta) stava lavorando per tutelare l’interesse esclusivo dei cittadini cuneesi. E’ iniziata una raffica di ricorsi, nei quali sono stati coinvolti anche una modesta minoranza dei Comuni, che si dicevano soddisfatti dal servizio reso dai privati: cosa di cui nessuno nega la possibilità, ma che non basta certo ad annullare un preciso iter disposto dalle leggi nazionali.

Un sacco di energie e di soldi (soprattutto pubblici) sono stati così dissipati in questi tentativi di impedire il processo imposto dalla normativa, senza che mai l’iter illustrato venisse anche solo temporaneamente bloccato. Giungiamo così alla delibera del Tribunale delle Acque di martedì scorso, che ha rigettato (senza possibilità di appello) i due ricorsi fondamentali che si proponevano di vanificare il nostro lavoro, per tutelare invece interessi evidentemente più privati che pubblici.

Ora attendiamo rispettosamente che lo stesso Tribunale si esprima su altri due ricorsi relativi ad aspetti specifici. Ma posso dire che l’assalto degli interessi privati è stato respinto, e che ora il lavoro proseguirà per rendere sempre più operativo il complesso meccanismo previsto da COGESI a tutela della nostra acqua, un bene che ogni giorno che passa si rivela sempre più prezioso per la salvaguardia della salute e dell’ambiente. E anche nel campo dei rifiuti occorrerebbe un orientamento analogo, viste le notizie allarmanti che La Stampa di oggi (3/3) riporta sullo smaltimento di rifiuti industriali nelle campagne dell’albese senza la previa trasformazione in compost.

Ringrazio di cuore l’attuale Conferenza d’Ambito di ATO4, che con il presidente Mauro Calderoni (sindaco di Saluzzo), ha proseguito senza incertezze il mio lavoro, tutti i tecnici dell’ATO, e la stragrande maggioranza dei sindaci della provincia che hanno reso possibile questo risultato. Una battaglia condotta sempre con un unico obiettivo: la tutela degli interessi dei 250 Comuni della Granda.

Bruna Sibille

Consigliere comunale di Bra
Membro della Conferenza d’Ambito di ATO4 Cuneese