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Cavour in zona rossa. Il Sindaco: “La popolazione è perplessa, ma noi sottostiamo alle decisioni”

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Ormai dalla giornata di Sabato 27 febbraio, la Regione Piemonte, su segnalazione del comitato scientifico sanitario, ha predisposto Cavour, zona rossa.

A tal proposito, abbiamo sentito il sindaco Sergio Paschetta, il quale ha definito in maniera precisa la situazione del comune. “La comunicazione -specifica Paschetta- è arrivata nel fine settimana, in seguito ad una elevata presenza di varianti all’interno del comune”.

Non è tanto il numero di positivi che spaventa quindi, tanto quanto la presenza di varianti , che è comunque passato dai 18 casi di mercoledì ai 43 di venerdì, arrivando ad oggi a 48 positivi al covid 19. Proprio da questi dati, ci chiarisce il sindaco, nasce la perplessità della popolazione, che non si spiega come, nei comuni limitrofi, la situazione sia pressoché la medesima, ma gli unici ad essere in zona rossa sono i cavouresi. “Noi di fronte ad uno scritto motivato dal comitato scientifico sanitario e dalla regione – dichiara i sindaco Paschetta – non possiamo fare altro che divulgare, allertare e sostenere la popolazione in questi momenti. La decisione ci è piovuta in testa in maniera improvvisa ed ha lasciato tutti sgomenti, ma d’altra parte, questi provvedimenti vengono comunque emessi con questa modalità, seguendo il costante aggiornamento dei contagi“.

La zona rossa è quindi partita dalla giornata di sabato, creando problematiche non indifferenti per le attività commerciali quali bar e ristoranti, che si erano antecedentemente preparati per affrontare l’ultimo week end in zona gialla. Al momento, è stata predisposto questo mini lockdown fino al 6 marzo, ma non è da escludersi, che possa venire esteso anche alla settimana successiva, cosa che sarà valutato man mano, osservando i dati relativi ai contagi.

La cosa particolare, riferisce Paschetta, è la situazione degli alunni di ogni ordine e grado, i quali non potranno recarsi presso nessun istituto scolastico, dal nido alle superiori, fino a nuovo ordine, nemmeno se l’istituto è ubicato all’esterno dei confini comunali.

La cosa che fa però arrabbiare – conclude il primo cittadino – è osservare ai telegiornali, situazioni assurde di movida incontrollata. Noi, nel nostro piccolo comune ci siamo sempre comportati con rispetto nei confronti delle normative, ma c’è l’idea che le decisioni, viaggino a misure diverse, e questo crea confusione. C’è anche da dire che questo provvedimento preso nei confronti del nostro comune, va comunque a sommarsi ad un anno difficile e molto pesante, quindi mi sento in parte di giustificare il malcontento cittadino, che si somma ad una situazione delicata, ma senza dubbio la salute viene prima di tutto“.

BaNNER
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