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«La sicurezza stradale? È la mia priorità»­

Intervista ad Andrea Concas, nuovo comandante della Polstrada della Granda

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«Dalla finestra del mio uf­ficio ve­do il Mon­­vi­so. Come inizio direi che non è ma­le». Il nuovo comandante della Polizia Stradale della provincia di Cuneo, il commissario capo Andrea Concas, è in Granda da poche settimane, ma ha già imparato ad apprezzare le bellezze del territorio che sarà casa sua per un po’ di tempo. Quarantasette anni, originario di Roma, Concas ha assunto il nuovo incarico dallo scorso 11 gennaio, prendendo il posto che negli ultimi tre anni era stato di Sara Mancinelli (trasferita ad Alessandria), la prima donna ad avere la responsabilità di questo ruolo in provincia di Cuneo. Dal 1999 nella Po­lizia di Stato, Andrea Con­cas, nella sua carriera, ha ricoperto diversi ruoli e cambiato molte città: Bergamo, Torino, Milano, Bolzano, fino al primo incarico da comandante della Polizia Stradale, ricoperto ad Aosta ne­gli ultimi tre anni. Ed ora Cu­neo, dove è arrivato con idee chiare e voglia di creare quella collaborazione con i cittadini «fondamentale per migliorare la sicurezza stradale».

È in Granda da poche settimane. Che idea si è fatto del nostro territorio? Lo conosceva già?
«No, non conoscevo questo territorio. Devo dire che il primo im­patto è stato molto positivo. Qui ci sono luoghi bellissimi, tut­ti da scoprire: intanto, dal mio ufficio vedo il Monviso, direi che non è male. Sto iniziando a conoscere meglio questa nuova realtà, partendo naturalmente dagli aspetti che riguardano la viabilità, in particolare le autostrade A6 e A33, sulle quali la Polizia Stradale ha la competenza esclusiva».

A livello professionale, cosa significa per lei questo incarico?

«Sono davvero molto felice e soddisfatto di essere arrivato a Cuneo. Questo è senza dubbio un incarico importante, per me rappresenta una crescita professionale. Rispetto alla mia precedente esperienza ad Aosta, trovo una realtà più grande, un territorio vasto e per certi aspetti complesso».

Per quanto riguarda gli uffici e le figure professionali che dirige, che realtà ha trovato?
«Anche da questo punto di vista, ho trovato una realtà decisamente più vasta di quella che dirigevo ad Aosta. Qui c’è un organico di circa 130 persone: in queste prime settimane, ho potuto constatare la grande professionalità di tutti, capendo che posso contare su figure molto valide. Ho già avuto un assaggio dell’efficienza di tutti nel mettere in pratica le procedure da attuare in caso di nevicate, soprattutto sulle autostrade».

Quali sono gli obiettivi principali che si pone in questo suo nuovo ruolo?
«Gli obiettivi sono quelli indicati a livello nazionale, cioè la prevenzione degli incidenti stradali. Per raggiungerli serve la presenza sulle strade, certamente. Ma da sola non basta: occorre anche tanta collaborazione da parte dei cittadini, che devono essere formati e informati. Per far rispettare le nor­me e avere meno incidenti è fondamentale il contributo del­la popolazione. Questo è un pun­to davvero fondamentale per me, su cui insisto sempre molto. Ed in questo processo è importantissimo coinvolgere le nuove generazioni».

In che modo?

«Bisogna andare nelle scuole, parlare con i giovani, informarli. Una delle attività della Pol­strada è proprio indirizzata all’educazione stradale tra gli studenti, che avviene sia attraverso ampi progetti ministeriali, ma anche con iniziative a livello locale. Negli ultimi mesi queste attività sono state ovviamente condizionate dalla pandemia e si sono dovute interrompere, ma riprenderanno a brevissimo e proseguiranno con sempre maggiore slancio in futuro, perché sono essenziali».

Come giudica il livello di sicurezza stradale in provincia di Cuneo?

«Guardando i numeri, si può dire che la situazione nel corso degli anni sia decisamente migliorata. I dati che riguardano gli incidenti sono in calo. Il 2020 è stato un anno particolare, in cui le misure introdotte per limitare la diffusione del virus hanno portato a minori spostamenti e, quindi, a una riduzione degli incidenti sulle strade. Ma in generale è una tendenza che si è registrata anche negli anni precedenti».

BaNNER
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