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A Busca il ristoratore che tiene aperto nonostante i decreti: “Sono stufo di farmi prendere in giro”

Fabio Bosio, titolare del locale "Belvedere", diventato noto dopo la partecipazione ad una trasmissione Mediaset, invita tutti ad aderire all'iniziativa "Io apro": "Non può essere sempre e solo colpa nostra"

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Da qualche giorno il buschese Fabio Bosio sta facendo parlare molto di sè. Da quando ha partecipato alla trasmissione “Fuori dal coro” di Rete 4, raccontando di aver tenuto aperto durante le festività il suo bar ristorante “Belvedere da Bosio”, a Busca, nonostante i divieti imposti dai decreti governativi. “Mi hanno contattato dopo un mio post su Facebook – spiega Fabio -. In questi giorni ho ricevuto molto sostegno, anche perché in tanti si trovano nella mia stessa situazione. Non ci sono solo i bar e i ristoranti a pagare, ma anche i fornitori e tutta la catena che sta dietro. Noi chiediamo solo di lavorare”.

Dopo le chiusure del primo lockdown, rispettate pienamente, Fabio Bosio prima delle festività natalizie ha deciso di cominciare la sua disobbedienza civile: “Da marzo a maggio ho sempre tenuto chiuso, rinunciando anche all’asporto. Ho accettato le decisioni, anche a novembre, quando ci è stato detto di chiudere nuovamente per salvare il Natale. Ma prima delle feste ho deciso di non farlo più, perché non potevo permettermi di fermarmi ancora: non riesco a sostenere le spese per l’affitto, ho un mutuo per la casa e ho un figlio piccolo da mantenere, così ho tenuto aperto durante le feste. La reazione della gente? I clienti sono stati contenti, hanno continuato a venire. La colpa non può essere sempre e solo nostra, non è giusto. Se il Governo ci dà dei sostegni veri e ci dice di chiudere, io lo faccio. Ma finora gli aiuti che sono arrivati sono stati minimi rispetto alle spese che ci sono”.

Fabio è tra i ristoratori (sembra pochi in provincia di Cuneo) che parteciperanno a “Io Apro”, l’iniziativa promossa a livello nazionale con cui si invitano gli esercenti a tenere aperti i loro locali oltre l’orario consentito questa sera, venerdì 15 gennaio: “Dico a tutti di fare come me, di tenere aperta la propria attività, per far capire che siamo stufi e che vogliamo ripartire, in sicurezza naturalmente. Chiediamo solo di poter lavorare, come tutti. Se temo qualche sanzione ora che ho reso pubblica la mia scelta? No, perché non sto facendo nulla di male. Mi sto solo guadagnando da vivere onestamente. Io porto grande rispetto alle forze dell’ordine: loro non c’entrano niente, fanno solo il loro lavoro. Se mi faranno delle multe non le pagherò, perché le considero ingiuste. Ci stanno prendendo in giro, e io adesso non ci sto più”.