Vaccini, nelle Rsa del Consorzio del Cuneese adesioni al 75% tra gli operatori: “Speriamo che salgano ancora”

La direttrice Giulia Manassero: "Vaccinarsi è un diritto ed un dovere, ma soprattutto un'opportunità ed una forma di responsabilità"

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Le case di riposo gestite dal Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese hanno cominciato questa settimana con la campagna vaccinale contro il Covid. Si è partiti lunedì con la Residenza Sant’Antonio di Cuneo (la prima RSA del Distretto Sud Ovest dell’Asl Cn1 ad essere interessata), dove sono stati vaccinati i primi 35 ospiti. Ieri, mercoledì 13 gennaio, si è proceduto con i vaccini al Mater Amabilis Angeli, domani toccherà alla Residenza Giubergia di Margarita, la prossima settimana si concluderà con il Mater Amabilis Centro.

Mentre la vaccinazione degli ospiti va avanti, si comincia anche a pensare alla vaccinazione degli operatori. “Sono due piste parallele che stiamo seguendo in contemporanea – spiega la direttrice del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese Giulia Manassero -. Per quanto riguarda gli operatori, abbiamo iniziato ieri con la raccolta delle adesioni. Per il momento abbiamo registrato un’adesione del 75% tra i nostri dipendenti. Ci sono poi alcuni profili professionali che collaborano nelle nostre strutture ma che provengono da cooperative esterne: tra questi operatori la percentuale è più bassa. Se sono soddisfatta di questi dati? Il 75% è una buona percentuale, ma allo stesso tempo credo che sia troppo elevato il 25% che al momento non ha aderito, per questo ci auguriamo che cresca ancora il numero di chi vorrà vaccinarsi”.

Il Consorzio ha richiamato tutti i propri dipendenti al profondo significato del vaccino: “Abbiamo inviato loro delle comunicazioni facendo passare il messaggio che il vaccino va visto come un diritto ed un dovere, e come un’opportunità per tornare alla vita normale. Soprattutto, dovrebbe essere visto come una forma di responsabilità e di attenzione verso le persone ospitate nelle strutture in cui si lavora e con cui si entra in contatto, mettendole a rischio. E’ importante infatti tenere conto di un aspetto: in questa seconda ondata, in cui le case di riposo sono chiuse, gli unici veicoli di contagio per gli ospiti sono proprio gli operatori”.