Prima o poi, tutti ne veniamo inevitabilmente colpiti e diventiamo schiavi di occhiali e cordoncini

“Metti gli occhiali da lettura, toglili, rimettili, dove sono? cercali... ah sono attaccati al collo!” Quante volte vi sarà capitato di assistere a una scena di questo tipo o di viverla in prima persona? Ora però è arrivato il momento in cui della presbiopia ci si può dimenticare!

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La cucina, la cura della casa, la TV, i videogiochi, i social network, la lettura, le videochiamate su Zoom… sono solo alcune delle attività che hanno fatto parte della nostra routine quotidiana in questo 2020 che, senza troppo dispiacere, abbiamo appena salutato. Per molti, alcune di queste attività, come la lettura di libri o il semplice utilizzo dello smartphone, sono probabilmente state compromesse da un particolare disturbo della vista che ne riduce, in modo irreversibile, la nitidezza da vicino. Parliamo della presbiopia, disturbo fisiologico legato all’invecchiamento dell’occhio da cui veniamo tutti inevitabilmente colpiti dopo i 40/45 anni di età. Se fino a poco tempo fa l’unico rimedio per poter continuare a vedere da vicino era dotarsi di occhiali da lettura, oggi, grazie all’evoluzione della chirurgia oftalmica, le possibilità si sono di gran lunga ampliate. Abbiamo fatto due chiacchiere con alcuni degli oculisti del Centro Abax per conoscere meglio le tecniche esistenti per eliminare questo disturbo e quindi interrompere la dipendenza dagli occhiali da lettura.

Dott.ssa Perno, in pochissime parole, perché si diventa presbiti?

Quando è giovane, grazie alla sua lente naturale, chiamata cristallino, il nostro occhio possiede la capacità di mettere a fuoco con facilità oggetti sia lontani che vicini. Questa sua stupenda caratteristica, chiamata capacità di accomodazione, purtroppo però diminuisce col tempo a causa di una perdita di elasticità del cristallino. Oltre i 40 anni, e fino ai 60, età intorno alla quale questo fenomeno si stabilizza, diventa quindi sempre più difficoltoso vedere nitidamente da vicino. Iniziamo infatti col compiere il classico gesto di allontanare il braccio per riuscire a mettere a fuoco l’oggetto che abbiamo in mano fino a essere costretti a ricorrere agli occhiali da vista.

Dott. Caramello, è possibile eliminare la presbiopia contemporaneamente ad altri difetti visivi?

Assolutamente sì. Esiste una tecnica, chiamata Presby-Lasik, ​che, lavorando sulla cornea, permette di eliminare parallelamente alla presbiopia difetti come miopia, astigmatismo e ipermetropia​. ​Questo trattamento, ​che si avvale dell’utilizzo di due diversi laser, il laser a Femtosecondi Intralase e il laser a eccimeri​, si caratterizza per la rapidità e la precisione d’esecuzione, per il celere recupero visivo e per essere totalmente indolore. Il primo laser effettua una sezione della cornea (“flap corneale”) che viene sollevata affinché con il laser a eccimeri si possa lavorare sulla superficie corneale sottostante dove si va a correggere l’eventuale difetto di vista presente (miopia, astigmatismo, ipermetropia) e dove, per correggere la presbiopia nell’occhio non dominante, si crea una multifocalità, ovvero si riduce di qualche decimo la vista da lontano e si aumenta da vicino. Questa tecnica non è una monovisione (cioè un occhio a fuoco per lontano ed uno per vicino) ma una visione binoculare che consente però la visione da vicino, svincolando il paziente dall’uso di occhiali (nell’80-90% della giornata).

Dott. Del Monte, chi soffre già di cataratta può far qualcosa?
A dir la verità la seconda tecnica maggiormente utilizzata per la presbiopia viene eseguita proprio contestualmente all’intervento di rimozione della cataratta. Tale tecnica consiste nella sostituzione del cristallino naturale, ormai opacizzato dalla cataratta, con un cristallino artificiale ad alta tecnologia: una lente multifocale che, oltre a restituire la vista da lontano, permette di correggere la presbiopia e riacquistare una vista nitida anche da vicino. Questa tecnica, utilizzabile anche in pazienti senza cataratta ma di età superiore ai 50/55 anni, viene eseguita con l’aiuto di un terzo laser, il Femtolaser, che garantisce la precisione del taglio per l’inserimento del cristallino e la sicurezza dell’intervento.

Dott. Caramello, quindi come si sceglie tra le due tecniche?
In realtà non è quasi mai il paziente che sceglie la tecnica ma l’oculista. Dopo un’accurata visita pre-operatoria, siamo noi specialisti a indicare il trattamento preferibile sulla base dell’età del paziente, dei difetti visivi di cui soffre, di eventuali interventi pregressi e molte altre variabili. Grazie a un team di oculisti dall’esperienza pluriennale e a una strumentazione laser di primo livello, presso il Centro Abax possiamo effettuare tutti i tipi di intervento chirurgico e possiamo impiantare tutte le tipologie di lente intraoculare.