ELEZIONI LND PIEMONTE VDA – I PROGRAMMI di Mossino e Gliozzi a confronto (CAP. 1)

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Manca ormai pochissimo a quello che è un vero e proprio D-day per il calcio regionale piemontese e valdostano. Domenica 10, infatti, il Comitato Regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Lega Nazionale Dilettanti eleggerà (o ri-eleggerà) il suo presidente per il prossimo quadriennio sportivo.

A contendersi il “trono”, importantissimo sia in termini di prestigio che, soprattutto, economico (il movimento dilettantistico è il cuore pulsante del pallone italiano) saranno il presidente uscente Christian Mossino e il candidato sfidante Filippo Gliozzi.

Con tre speciali, diffusi in questi giorni, Ideawebtv.it metterà a confronto i programmi dei due candidati su alcuni dei punti salienti dei loro programmi, diffusi nelle scorse settimane.

Partiamo da quattro temi fondamentali: l’organizzazione del Comitato stesso, gli aiuti e le risorse economiche messi a disposizione delle società, la (ri)strutturazione dei campionati e l’utilizzo dei giovani calciatori nelle categorie regionali.

Organizzazione del Comitato Regionale Piemonte-VdA

MOSSINO. Il presidente uscente rilancia l’istituzione di consulte e commissioni specifiche per singoli settori d’intervento. L’obiettivo? Definire nuove strategie d’intervento e predisporre nuovi progetti.

GLIOZZI. Lo sfidante mette sul piatto un ritorno agli 11 consiglieri regionali, rifacendosi allo Statuto della LND, a fronte dei 7 attualmente presenti. A questa modifica, rilancia a sua volta sulla ri-costituzione delle consulte e sull’istituzione delle commissioni, affiancate alla creazione di aree gestionali d’intervento, con specifiche deleghe. In sintesi: una maggiore decentralizzazione, con la nascita di piccoli gruppi di lavoro specializzati in precisi settori.

Aiuti alle società e risorse

MOSSINO. Il candidato uscente sottolinea in primis i risultati raggiunti: 400milioni di euro distribuiti dalla LND per le società, 90mila per stagione in Piemonte e Valle d’Aosta. Da qui alla proposta: l’istituzione di uno “sportello d’assistenza” in tutte le delegazioni provinciali, seguiti da dei “professionisti” provenienti da settori cruciali come quello finanziario, fiscale, organizzativo…

GLIOZZI. Discorso analogo per lo sfidante, che sottolinea la necessità di istituire “sportelli di consulenza e strategia finanziaria”, seguiti da un esperto di finanza sportiva, con cadenza mensile. Sul piatto, anche alcune proposte forti da presentare alle istituzioni nazionali per aiutare le società in questa difficile fase segnata dal coronavirus: esonero del pagamento dell’Iva per un periodo di almeno tre anni e ammortamento del 150% sulle sponsorizzazioni per almeno cinque anni.

I campionati

MOSSINO. Si punta a proseguire sulla linea di “ottimizzazione e armonizzazione delle varie categorie”, nell’ottica di un “graduale aumento delle società sul territorio”, secondo una linea piramidale che porti ad un aumento maggiore nelle categorie inferiori. Cruciale “non depauperare le categorie basse, come accaduto fino al 2016”.

Tra i concetti nuovi, i “title sponsor”: sponsor commerciali principali che possano finanziare alcuni eventi sportivi, dando il nome agli stessi (vedasi Tim Cup per la Coppa Italia). Proposte anche dirette Facebook a rotazione in tutte le categorie e province.

GLIOZZI. La critica principale rispetto allo “status quo” è mossa nei confronti delle Coppe Italia e Piemonte, ritenute poco appetibili. Si punta a dare come “premio” per la squadra vincitrice quello della promozione alla categoria superiore, almeno dalla Prima Categoria in giù. Per la Coppa stessa, Gliozzi valuta l’ipotesi di una struttura stile Champions League, con gironi eliminatori e una fase finale.

Tra le suggestioni, anche la creazione di due nuove categorie: il campionato Premier J dal 2022/23 (una sorta di intermezzo tra provinciali e regionali) e la nascita del Campionato Under 23 provinciale.

Utilizzo giovani calciatori

MOSSINO. Si punta a una revisione dell’utilizzo dei giovani calciatori, cercando di non penalizzare eccessivamente quelle realtà sportive che sono carenti sul fronte del settore giovanile. Già pianificate riunioni mensili da gennaio, con l’obiettivo di immaginare insieme alle società una nuova linea da predisporre per la prossima stagione.

GLIOZZI. No alla presenza di obblighi sui giovani “superiori” a quelli previsti a livello nazionale. Si propone un ripensamento dell’utilizzo dei giovani: non più come obbligo assoluto, ma come possibile base per incentivi (premi, punteggi utili per i ripescaggi, premio fairplay e altro).