Coronavirus a Peveragno: 68 positivi, carenza di personale alla residenza “Don Peirone”

Il grande numero di positivi tra gli operatori sanitari crea difficoltà nello svolgimento delle funzioni, e all'orizzonte si affaccia l'ipotesi trasferimento degli ospiti

0
522
mondovì

Il comune di Peveragno sta vivendo una feroce impennata nei casi di COVID-19 sul territorio comunale. Come si legge in una nota, sono ormai 68 le persone attualmente infette, e non è ancora arrivato il numero di contagiati nella casa di riposo comunale. Nonostante la guarigione di alcuni individui, il numero è in costante aumento. Questo nonostante rispetto a un mese fa non si eseguano più i tamponi su tutti i segnalati e nonostante il tempo di risposta per il risultato sia passato da 24 ore (un mese fa) a 4-5 giorni.

Il dato è anche inflazionato a causa di 12 persone risultate positive all’interno di una RSA privata di Peveragno. Il dato positivo è che si conta una sola persona ospedalizzata per motivi precauzionali e già tornata a casa.

Nella casa di riposo comunale “Don G. Peirone” i pochissimi soggetti che hanno avuto sintomi (costantemente seguiti dai loro medici) se la sono cavata con poche linee di febbre e il ritorno a buone condizioni in 24-48 ore.

La situazione nella residenza per anziani è però critica per quanto riguarda il personale. Come si legge nella nota, “Abbiamo invece un problema ENORME sul personale, con due terzi del personale positivo. Abbiamo reclutato in fretta e furia qualche persona per tamponare la situazione, ma è di fatto impossibile nella situazione attuale reperire altri OSS e infermieri, e quindi prevediamo la probabile impossibilità a continuare a dare i servizi essenziali ai nostri ospiti entro 3 – 4 giorni.”

Il comune di Peveragno ha chiesto aiuto a Regione, Unità di crisi, ASL, SISP. È stata anche avanzata la proposta di mandare al lavoro le OSS e le infermiere positive asintomatiche che se la sentivano, facendole lavorare solo su ospiti positivi. In tale modalità non si aumenterebbero i rischi di contagio. Si tratta però di una modalità operativa che va autorizzata dall’ASL (servizio SISP), e che non si può adottare in autonomia.

La nota del comune di Peveragno aggiunge che solo i vertici Regionali hanno risposto e si stanno interessando al caso. Nello specifico, “le funzioni deputate sul territorio a risolverci i problemi non ci danno risposte, trincerandosi dietro divieti e formule di rito che a noi non risolvono il problema. Siamo riusciti a spostare di due-tre giorni il momento in cui non potremo più garantire il servizio”.

Se non si troveranno soluzioni molto a breve il comune sarà costretto ad evacuare la struttura.