Quando un paese intero inizia a… raccontar bugie

Quattro falsi documentari girati a Monforte, Murazzano, Novello e Serravalle Langhe

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Un’autentica idea ge­niale basata… su una bugia. O meglio, su quattro: una per ognuno dei (falsi) documentari dell’edizione 2020 del “Piemonte docu­men­teur filmfestival”, l’unico festival europeo dedicato al “mockumentary” (falso documentario).
4 troupe, 4 paesi di Langa, 120 ore di tempo per realizzare un prodotto audiovisivo che racconta una storia verosimile, ma basata su una notizia falsa, coinvolgendo gli abitanti del luogo sono gli ingredienti di una manifestazione iniziata in valle Po nel 2010, proseguita in montagna sino al 2014 e poi trasferitasi in Langa l’anno scorso, con l’ “edizione zero” che ha coinvolto Monforte d’Alba, La Morra, Piozzo e Carrù. A fare da elemento d’unione tra le due ambientazioni è Ilaria Chiesa, già operativa quando l’iniziativa aveva come comune capofila Ostana e ora direttrice del “Pie­monte docu­men­teur filmfestival”.
L’edizione 2020 ha coinvolto ancora Monforte e poi Mu­razzano, Novello e Serravalle Langhe. A ognuno di questi paesi è stata associata, tramite estrazione a sorte, una troupe che per una settimana ha vissuto a stretto contatto con gli abitanti del Comune associato a essa, per realizzare un prodotto documentaristico con tutti i crismi, basato però su una notizia falsa, decisa a tavolino dal regista insieme alla popolazione. Il risultato? Documentari da circa 10 minuti capaci di coinvolgere persone e attività del posto, per raccontare il territorio attraverso una chiave di lettura diversa, giocosa, ma non meno attraente.
Il senso del festival sta anche in un aspetto promozionale e aggregativo, ma non manca la componente della competizione. I quattro falsi documentari, infatti, hanno concorso per tre premi, i cui vincitori sono stati svelati nel corso della serata conclusiva tenutasi presso l’auditorium Horszowski di Mon­forte d’Alba, a conclusione di una serie di eventi collaterali che hanno reso ancora più significativa la settimana di riprese, come il laboratorio per bambini sulle filastrocche di Rodari a Serravalle Langhe o il contest fotografico che ha coinvolto “Instagramers Langhe e Roero”.
Per quanto concerne i riconoscimenti, il “Quartetto Pigafetta” si è assicurato il premio della giuria con “Flying Vipera” girato nel Comune di Novello, “Gli orsi marsicani” hanno vinto il “premio distribuzione” di Short­fi­tsDistribuciòn con il mockumentary “La fetta del diavolo” girato a Muraz­zano, mentre agli “Asterisco*” è andato il “premio del pubblico” e la menzione speciale della giuria per il mockumentary “Gea l’ultima muc­ca” girato nel Co­mu­ne di Ser­ravalle Langhe. La quarta squadra in gara, “Troupet” ha in­vece realizzato “I Bruciati di Monforte”.
«L’intenzione è di raccontare il territorio partendo da una menzogna», chiosa Ilaria Chiesa, «ma si tratta anche di provare a dare qualche riferimento per poter riconoscere le “fake news” e per rendersi conto di quanto sia facile essere tratti in inganno. Per il futuro ci piacerebbe integrare la proposta con un percorso di formazione sulle fake news». Rispetto al soggiorno in Langa la torinese chiosa: «Siamo contentissimi di come la Langa ci ha accolto, tutte le troupe si sono trovate bene e si è creato un bel clima. Emergenza sanitaria permettendo, per le prossime edizioni ci piacerebbe aumentare il numero dei paesi coinvolti».