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Se anche la ricetta è digitale

Da un anno le prescrizioni elettroniche hanno preso il posto di quelle cartacee con notevoli benefici in termini di contrasto al fenomeno dell' "antibiotico resistenza" e sul fronte del monitoraggio della somministrazione di medicinali

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Forse non tutti sanno che la ricetta elettronica veterinaria (Rev) è uno strumento digitale introdotto da una specifica normativa: l’articolo 3 della legge numero 167 del 20 novembre 2017 (già legge europea). La ricetta elettronica in campo veterinario nasce dall’esigenza di tracciare e contrastare l’“antibiotico-resistenza”. Si tratta di un fenomeno che consente ad alcuni batteri di acquisire i meccanismi per difendersi, sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza di antibiotici.
Non è un caso che i primi ad avviare la ricetta elettronica veterinaria siano stati Italia e Spagna, Paesi in cui, nel corso degli anni, si è registrato un massiccio consumo di antibiotici sia veterinari che umani.

Il nuovo documento per la prescrizione dei farmaci non è una semplice trasposizione della ricetta cartacea, in quanto è l’espressione di un modello organizzativo e operativo completamente rinnovato. Questo rinnovamento si è realizzato attraverso la completa digitalizzazione dei processi per la prescrizione e la movimentazione dei medicinali veterinari stessi. La ricetta elettronica sostituisce quella tradizionale, cartacea, prevista per ciascun tipo di prescrizione, contemplando in un unico modello tutti i farmaci. In parallelo, la nuova modalità determina la completa digitalizzazione delle procedure legate alla fornitura di medicinali veterinari e la loro totale tracciabilità.

A identificare la ricetta elettronica veterinaria sono un numero univoco e un codice pin di quattro cifre generato dal sistema al momento dell’emissione da parte del medico veterinario. Sul documento viene indicato il quantitativo di farmaci prescritti e sono riportate informazioni su dosaggio e modalità di somministrazione. I proprietari di animali, sia da affezione che da allevamento, ricevono la ricetta sul proprio smartphone, eventualmente anche su WhatsApp, oppure nella propria casella di posta elettronica.

Sono molti i vantaggi della “Rev”, in quanto il nuovo servizio aumenta la tutela della salute pubblica, favorisce l’uso corretto di medicinali veterinari, rafforza la lotta all’“antibiotico-resistenza”, migliora il sistema di tracciabilità dei farmaci veterinari, riduce gli adempimenti e i costi, rende più efficiente l’attività di farmaco-sorveglianza e di analisi del rischio sanitario, restituisce al veterinario la responsabilità della prescrizione di medicinali.

Dopo oltre un anno dalla sua entrata in vigore, come ribadito dal Ministero della salute, la ricetta elettronica si sta rivelando un valido strumento di valorizzazione professionale, confermando come la prescrizione del farmaco sia «atto esclusivo del medico veterinario» che, scoraggiando gli «abusi», riduce l’insorgenza dei fenomeni di “antimicrobico-resistenza” ed evita il più possibile che gli antibiotici vengano somministrati con leggerezza, come invece può essere accaduto in passato. In questo modo si hanno dati reali sui consumi di farmaci, con indicazioni su specie e patologia trattata. Questi dati renderanno giustizia all’intero comparto veterinario che, nonostante talvolta ven­ga accusato di abusi e leggerezza, prescrive i farmaci con attenzione e coscienza.

Articolo a cura di Emilio Bosio, presidente dell’Ordine dei medici veterinari della Granda

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