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«Il futuro di Lesegno viaggia in Vespa»

«I motorini Piaggio dipinti sui muraglioni del paese e sulle pareti delle abitazioni sosterranno il turismo»

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Lesegno racconta la passione per la Vespa “sui muri” grazie all’ambizioso progetto, nato quat­tro anni fa, “ra Vespa ‘nsima ra müragna”. Il paese si racconta e presenta i suoi abitanti e i luoghi simbolo a tutti coloro che percorrono la strada statale 28 che collega Vicoforte a Ceva at­traverso alcuni murales a tema realizzati da pittori locali. Un’iniziativa innovativa per in­centivare la riqualificazione del centro cuneese attraverso l’arte, sviluppata dal gruppo vespisti “Rascia Cune”, guidato da Mau­rizio Silvano e supportato da sem­­pre dal primo cittadino, Ema­­nuele Rizzo, che noi della Rivista IDEA abbiamo intervistato in modo da scoprire quale legame intercorra tra Lesegno e le “Vespe”.

Sindaco Rizzo, come si lega il suo comune all’icona della Piaggio?
«Quattro anni fa volevamo creare una manifestazione che celebrasse in qualche modo la tradizione del nostro paese; qualcosa che si discostasse dai prodotti tipici o enogastronomici; così abbiamo pensato alla Vespa. In passato Lesegno, così come Ceva e Carrù, sono state piccole “filiali” Piaggio e, di conseguenza, molti vi hanno lavorato. Quindi per noi non è solo un’icona di stile, ma conserva anche un legame storico con Lesegno».

Nasce quindi il “Vespin up”.
«Sì. Un raduno dedicato alla storia della due ruote Piaggio che potesse dare nuova linfa al paese, celebrando un mezzo che, in queste zone, tutti hanno o hanno avuto in gioventù. La manifestazione, che quest’anno è stata annullata a causa dell’emergenza sanitaria, nel corso delle edizioni ha riscosso un grande successo di pubblico. All’interno del raduno viene organizzato il concorso per l’elezione della “miss”, ispirato alle “pin-up” degli anni ‘50 che si possono ancora ammirare sui manifesti “vintage”, e una lotteria che ci ha permesso di raccogliere fondi per realizzare le opere che si vedono oggi e che in molti casi sono andate ad abbellire i muri in cemento ar­mato anni ’60 che costeggiano il paese. Il fine dell’evento è sempre stato quello di radunare artisti e collezionisti che potessero esporre opere d’arte e le “Ve­spe”, dalle prime fino alle più moderne».

Il ruolo dell’arte nel progetto?
«Fin dalla prima edizione, il raduno aveva come obiettivo quello di trovare il modo per valorizzare il nostro centro. Per questo, abbiamo cercato di coinvolgere artisti locali. Il primo a collaborare al progetto è stato il pittore Enrico Roà, che ha realizzato la maggior parte dei murales visibili oggi e che ringrazio. Dopo di lui hanno partecipato anche Danilo Oddo di Ceva, Sara e Vale De­corazioni Artistiche, oltre a tanti altri: la nostra speranza è che gli artisti del nostro territorio vogliano contribuire all’iniziativa sempre più numerosi».

I soggetti dei murales però non sono solo le “Vespe”, vero?
«Lesegno e i suoi personaggi sono sempre presenti nei dipinti. Il penultimo, inaugurato a giugno, che si trova all’ingresso del paese, ha come protagonista la squadra acrobatica della Piag­gio, ma sullo sfondo si possono scorgere alcuni particolari di Le­segno, come la scuola elementare (oggi sede del municipio, ndr) e il furgoncino del pittore Roà. Sulle abitazioni dei privati che hanno aderito, oltre alle “Ve­spe”, sono rappresentati anche gli abitanti delle case stesse op­pure, come nel caso dell’ultimo che verrà inaugurato a breve, a fianco dei vespisti sono raffigurate due donne del posto».

Un’operazione che guarda an­che alla promozione turistica e al sostegno dell’economia locale…
«Spero che l’iniziativa continui a crescere, coin­vol­gendo altri artisti e tut­te le persone che abitano a Lese­gno. Come Ammi­ni­stra­zione co­munale vorremmo realizzare una mappatura dei dipinti e creare un percorso per i visitatori, magari con una parte web che sia collegata al sito comunale per far conoscere e apprezzare il nostro paese anche a chi viene da fuori. Un progetto ambizioso che mira a incentivare anche le attività com­merciali, che certamente ne avranno be­ne­ficio. In parallelo, stiamo lavorando per rendere possibili le visite al castello, grazie alla disponibilità del proprietario, il marchese Gay di Quarti e alla collaborazione del Fai. Que­st’estate abbiamo proposto alcune giornate di visita che sono state molto apprezzate, facendo registrare il tutto esaurito. Spe­riamo di poter proseguire in questa direzione».

BaNNER
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