Ripartenza calcio dilettantistico, la Pro Dronero ancora all’attacco: “Protocolli insostenibili”

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Corrado Beccacini (Foto copyright Ideawebtv.it)

Non i fermano le critiche da parte del Presidente della Pro Dronero Corrado Beccacini verso le modalità della ripartenza del calcio dilettantistico, fra le limitazioni per l’accesso del pubblico negli impianti sportivi ed il nuovo protocollo per le società. Il patron dei Draghi ci scrive: “Gent.ma redazione,ci tengo a precisare che da parte della Pro Dronero non si stanno certo sostenendo assurde tesi “negazioniste” riguardo all’attuale drammatica emergenza sanitaria ,ma al contrario vorremmo che si prendesse serenamente atto della realtà, tanto è vero che in molti avevamo chiesto una riflessione più approfondita.

A mio giudizio non ci sono assolutamente i presupposti per ripartire cosi’ presto anche ai nostri livelli con una qualsiasi attività agonistica se non adottando protocolli sostanzialmente insostenibili,tali da caricare le piccole Società di complicatissimi oneri organizzativi, con nuovi ingenti costi a fronte dei quali si pretenderebbe anche una drammatica riduzione dei posti a disposizione del pubblico, con relativo crollo delle entrate derivanti dagli incassi e dalle stesse sponsorizzazioni inevitabilmente penalizzate dalla limitata visibilità d’incontri che avverrebbero di fatto a porte quasi chiuse. Il tutto aggravato da nuove inderogabili responsabilità civili e penali tali da scoraggiare decisamente qualsiasi dirigente che abbia ancora in questo contesto cosi’ confuso un minimo di lucidità“.

Prosegue il numero uno biancorosso: “Non dimentichiamo poi che non dobbiamo necessariamente fare spettacolo in stadi deserti per incassare diritti televisivi,per cui non credo avrebbe molto senso fare una mesta esibizione tecnica in un teatro quasi vuoto,senza neppure potersi abbracciare rabbiosamente dopo un rete condividendo la gioia del momento coi propri tifosi. Ma noi non abbiamo interessi economici da difendere,la grandissima maggioranza dei Presidenti sono mossi solo dalla loro passione sportiva e prima ancora dall’amore per le località da loro rappresentate ,se viene meno perfino il “diletto”essenza del calcio dilettantistico, che senso ha ripartire senza avere prima ottenuto dai politici sempre pià distanti dalla nostre realtà modifiche sostanziali ai protocolli?