“Scoperti altri due mattatoi islamici abusivi: e gli animalisti che dicono?”

La nota della Lega Piemonte, che commenta la scoperta di due macelli abusivi in Granda

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Dopo quello di Mappano, altri due mattatoi islamici abusivi sono stati scoperti dai carabinieri forestali. In questo caso i macelli si trovavano nell’hinterland di Cuneo, dove decine di ovini venivano abbattuti tra atroci sofferenze seguendo la ritualità musulmana prevista per la Festa del Sacrificio. I servizi veterinari hanno così smaltato più di 450 chili di carcasse e altri scarti della macellazione.

Lo abbiamo detto solo pochi giorni fa e purtroppo siamo costretti a ripeterci – è il commento di Alberto Preioni, presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte in consiglio regionale -: viviamo nel XXI secolo e non nel medioevo. Una barbarie che non può essere giustificata da nessuna tradizione religiosa, tanto più in uno Stato di diritto che fa rispettare le proprie leggi. E a proposito ricordo che proprio la Lega aveva presentato una proposta di legge per vietare definitivamente le macellazioni rituali islamiche, che rappresentano solo un atroce tormento per gli animali. Strano che i talebani dell’animalismo, sempre pronti a salire sulle barricate per un intervento necessario come il contenimento dei cinghiali e degli altri ungulati, restino in silenzio, forse timorosi di urtare le sensibilità degli immigrati”.

Innanzitutto vogliamo esprimere il nostro ringraziamento alle forze dell’ordine – aggiungono Matteo Gagliasso e Paolo Demarchi, consiglieri regionali della Lega eletti nella Granda – che hanno individuato questi luoghi di sofferenza che calpestano qualunque regola etica e sanitaria all’interno di un tessuto produttivo, quello del cuneese, dove operano decine e decine di attività che rispettano scrupolosamente tutte le norme vigenti e fanno conoscere nel mondo la qualità delle nostre carni. Resta il fatto che quando si parla di cultura islamica tutto pare concesso, nel nome di una ritualità macabra e brutale che va contro le nostre leggi e la nostra sensibilità, senza alcun rispetto degli animali che vengono uccisi tra atroci tormenti e senza alcuna pietà”.

c.s.