Focolaio a Saluzzo, Calderoni fa chiarezza: “L’incremento di positivi non è legato agli stagionali”(FOTO)

Sono 24 i casi di positività attualmente riscontrati. Il sindaco ha replicato al consigliere regionale Demarchi: "I suoi pensieri lontani dalla realtà"

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Pochi minuti fa, sono stati aggiornati i dati della presenza di 24 persone affette da Coronavirus all’interno del territorio del comune di Saluzzo.

Tramite una conferenza stampa, convocata questa mattina, mercoledì 29 luglio, il primo cittadino Mauro Calderoni ha cercato di fare chiarezza sulla situazione.

L’ incremento dei casi positivi non è legato alla presenza di stagionali nel nostro territorio, ma in un contesto dove da settimane si parla di un piano governativo per infettare l’Italia è difficilissimo mantenere posizioni. Ci sono due focolai saluzzesi, uno è legato ad una occasione di festeggiamento privato avvenuto nelle scorse settimane, dove non si sono ancora negativizzati tutti i pazienti, ed un nuovo focolaio segnalato nella giornata di venerdì, localizzato all’interno dell’associazione Papa Giovanni XXIII,  una struttura di accoglienza chiusa che offre ospitalità ed aiuto ai poveri, ma in particolar modo ai migranti, sita in Saluzzo, ma i pazienti positivi, tutti asintomatici, non sono totalmente stranieri. A questo proposito, dopo aver appreso la notizia, ho immediatamente emesso una ordinanza di isolamento e quarantena per l’intera comunità. Il tutto è comunque tenuto sotto stretta osservazione dal servizi di igiene pubblica e dalle autorità competenti che monitorano costantemente l’andamento della vicenda“.

Il sindaco Calderoni, non intende minimizzare la situazione anzi, richiede alla popolazione di mantenere un comportamento corretto, diligente e responsabile, invitando a non abbassare la guardia.

Detto questo –riprende il sindaco Mauro Calderoni– non concepisco come un rappresentante della Regione sul territorio, come il consigliere Demarchi, possa esternare dei pensieri così lontani dalla realtà, dopo che la Regione stessa ha firmato un protocollo attuativo relativo all’emergenza ed alla distribuzione delle competenze, obbligatorie e volontarie sul territorio. I migranti non ancora rintracciati, di cui si parla, sono e saranno chiamati per le attività sanitarie di controllo, mano a mano che le autorità porteranno a compimento le ricerche del caso, non è sicuramente facile rintracciare nell’imminente persone che non hanno un indirizzo fisso ed un numero di telefono, ma si sta cercando di fare il possibile tutti insieme”.

La situazione parrebbe quindi chiusa e circoscritta, così come comunicato anche da Domenico Montù, direttore del servizio Igiene dell’Asl Cn1 che rassicura i saluzzesi: “Ci troviamo di fronte ad alcuni focolai individuati e monitorati, rispetto al quale le autorità competenti prestano la massima attenzione”.