La missione dei finanzieri dopo il Covid

In campo contro l’usura. E tra i dati nel 2019 spuntano 71 evasori totali nel Cuneese

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Settecentosettantatre i­spe­zioni fiscali eseguite e 71 evasori to­tali “piz­zicati”. So­no i numeri più significativi dell’anno di attività della Guardia di Fi­nanza di Cuneo, resi noti in occasione della cerimonia per il 246° anniversario di fondazione del Corpo. Come accaduto nel resto d’Italia, anche la Gran­da ha celebrato questa ricorrenza: festeggiamenti sobri e in forma privata nella caserma “Cesare Bat­tisti” di Cuneo, nel rispetto del­le misure di sicurezza anti Co­vid. Insieme al co­mandante pro­vinciale, il colonnello Luca Albertario, hanno partecipato alla manifestazione i comandanti dei reparti territoriali, una rappresentanza di ispettori, sovrintendenti, ap­puntati e finanzieri, oltre a una delegazione delle sezioni Anfi (Asso­ciazione nazionale finanzieri d’Italia) di Cuneo, Bra e Mondovì. Presente anche il prefetto Giovanni Russo, che ha deposto una corona di alloro ai piedi del monumento eretto nel 1983 “a ricordo perenne delle Fiamme gialle in guerra ed in pace”.

Poi il via alle celebrazioni, aperte dalla lettura del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Matta­rella, che ha sottolineato l’importanza del ruolo dei finanzieri nell’attuale emergenza sanitaria: «Hanno fornito con abnegazione e generosità il loro prezioso contributo in sinergia con le altre amministrazioni dello Stato, contribuendo al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica e all’osservanza delle misure di contenimento della diffusione del virus». Ruolo che oggi diventa ancora più delicato per il Capo dello Stato: «Le donne e gli uo­mini della Guardia di Fi­nanza si stanno prodigando ora per scon­­giurare il fatto che le contingenti difficoltà di famiglie e imprese possano essere strumentalizzate dalla criminalità organizzata attraverso il riciclaggio e l’usura».

Dopo la lettura dell’ordine del giorno speciale del comandante generale del­la Guardia di Finanza, il generale di corpo d’armata Giuseppe Za­­farana, e la recita del­la “Pre­ghiera del finan­ziere”, sono stati illustrati i principali risultati conseguiti dalle Fiamme gialle della provincia di Cuneo nel 2019.

In tutto sono state 773 le ispezioni fiscali eseguite, con l’individuazione di 71 evasori totali, completamente sconosciuti al­l’erario. Nel­l’at­tività di contrasto al lavoro nero sono stati sco­perti 122 da­tori di lavoro non in regola e sono state fatte emergere 292 posizioni irregolari, di cui 183 completamente sconosciute agli enti previdenziali e assistenziali. Il fenomeno ha interessato trasversalmente tutti i comparti produttivi e commerciali, ma il poco onorevole primato spetta ai settori dell’agricoltura e della ristorazione. So­no stati scoperti inoltre numerosi reati fiscali relativi all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con la denuncia di 66 persone.

Il 2019 è stato anche l’anno del­­l’“Operazione Nemesi”, con­­­dotta in Piemonte, Liguria, Sardegna e Sicilia, che ha permesso di sgominare un’associazione a delinquere internazionale responsabile di complesse frodi fiscali attraverso l’emissione di fatture false e l’utilizzo di crediti tributari inesistenti: 9 le persone arrestate e oltre 20 milioni di euro sequestrati. Tra le attività da ricordare an­che l’“Operazione Titanio”, eseguita nell’ambito del contrasto agli illeciti nel settore della tutela della spesa pubblica. Le indagini hanno portato a scoprire una frode all’Azienda ospedaliera “Santa Croce e Carle” di Cuneo di oltre 3 milioni di euro sull’acquisto di dispositivi medici in realtà mai con­segnati.

Per quanto riguarda il presidio del territorio e la sicurezza stradale, la Guardia di Finanza di Cuneo nel 2019 ha impiegato 1.691 pattuglie, che hanno controllato 10.221 persone ed eseguito 416 contestazioni per infrazioni, procedendo al ritiro di 32 patenti. Decine gli interventi in montagna da parte dei militari della Stazione di soccorso alpino, che hanno recuperato sei persone decedute e 26 infortunate o in difficoltà.

Un capitolo a parte lo merita l’impegno delle Fiamme gialle durante l’emergenza Covid: oltre 2 mila i cittadini controllati e nove quelli denunciati nella prima fase, quando la violazione costituiva reato. Suc­cessivamente, una volta entrata in vigore la norma che ha introdotto violazioni di natura amministrativa con sanzioni pecuniarie, i finanzieri della Granda hanno verbalizzato 166 cittadini e controllato 136 esercizi commerciali, di cui 3 multati. Sono state inoltre individuate e sottoposte a sequestro complessivamente più di 87 mila mascherine non conformi ai dettami di legge.