Monforte d’Alba: sabato 20 giugno riapre la galleria-studio “Temporary Forge”

L'artista Andrés Avré (il braidese Andrea Abre ndr) con una mostra dal titolo "Elementi Rarefatti", dal 20 giugno al 31 ottobre. Espressionismo astratto (arte contemporanea)

0
470

Riapre sabato 20 giugno la “Temporary Forge“: la galleria-studio dell’artista Andrés Avré (il braidese Andrea Abre ndr) a Monforte d’Alba con una mostra dal titolo “Elementi Rarefatti“, anteprima di quella più completa che si svolgerà all’oratorio di Sant’Agostino, spazio espositivo che l’Amministrazione monfortese ha recentemente restaurato.

L’inaugurazione della mostra con vernissage, in collaborazione con Wine Experience Mondodelvino, si terrà dalle ore 17,30 in via Guglielmo Marconi, 23 in pieno centro storico e alla presenza delle autorità locali.

Primo evento della stagione estiva – ha detto il sindaco Livio Genesio che si ritiene ottimista per i segnali di ripresa riscontrati nel piccolo borgo della Langa Albese – ripartire dopo l’emergenza che abbiamo vissuto dalla cultura e dal territorio, ci aiuta a ben sperare. Il nostro borgo è meta turistica di rilievo internazionale, come internazionale è il riscontro ottenuto dal minimalismo astratto di Andrés Avré. Abbiamo bisogno di reinventare il futuro e di ripartire in maniera competitiva e creativa. Nulla meglio dell’arte può permetterci questa rigenerazione che è così fondamentale anche per il nostro sistema economico e sociale“.

Andrés Avré dipinge visceralmente. Oltre al pennello, usa antiche spatole, rulli e spugne sui suoi dipinti acrilici, logorando le loro superfici in un ripetuto processo di costruzione e distruzione. Al suo centro, il suo lavoro trasmette il passare del tempo; colori, movimento e luoghi a lui cari che sono ricordati o incerti. Andrés vede i suoi dipinti come realtà viventi, che esplora nelle relazioni tra strati di media, attraverso la creazione di tensioni e interazioni che evidenziano i processi intuitivi che ha seguito nella loro creazione.

L’obiettivo principale di Avré è quindi la riflessione su più livelli: integra il qui e ora con l’ignoto, in relazione al passato, allo spazio o al tempo, mettendo in discussione ciò che è o cosa avrebbe potuto essere. L’accumulazione, il divenire che crea, modifica, stratifica la materia e ogni esperienza vitale, sono temi fondamentali della sua poetica che diventano anche il suo modus operandi, la sua cifra espressiva.

Non essendo legato a un certo stile, non limita mai la sua esperienza: i suoi dipinti, che spesso rappresentano concetti astratti, sono invece estremamente “materiali”, reali e concreti, un ossimoro possibile e vitale che diventa percezione nello spettatore, permettendo di interagire visivamente ed emotivamente con la propria capacità di riflettere simboli e significati.