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La Valgrana premia i primi tre nati del 2020 in Granda e il primo nato di Scarnafigi

Sabato 13 giugno ai genitori dei quattro bambini verrà consegnata una forma di Piemontino

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La Valgrana Spa premierà anche quest’anno i primi tre nati del 2020 della provincia di Cuneo e il primo nato di Scarnafigi con una forma di Piemontino, il celebre formaggio a pasta dura, diventato ormai un cult della produzione casearia italiana. Sabato 13 giugno a partire dalle 9, presso lo stabilimento aziendale, ai genitori dei quattro bambini verrà consegnato, tra mascherine e distanze di sicurezza, quello che vuole essere un omaggio alle generazioni future nei confronti delle quali la nota azienda di Scarnafigi ha sempre avuto un occhio di riguardo.

Elisabetta Gozzarino di Costigliole, Iside Nepote di Centallo, Lorenzo Mattis di Pocapaglia e Amelia Micol Ellena di Scarnafigi verranno premiati a porte chiuse, in occasione di un evento che “siamo orgogliosi di rinnovare e che è diventato un punto fermo del nostro calendario – commenta il presidente della Valgrana, Franco Biraghi – soprattutto in un momento simile, in cui è fondamentale rimboccarsi le maniche e continuare lungo la strada che si era intrapresa, con una buona dose di determinazione e con le dovute accortezze”.

L’attenzione al domani che verrà ha sempre rappresentato un valore fondamentale per l’azienda: “Ribadisco costantemente l’importanza per i bambini di crescere con prodotti sani e allo stesso tempo buoni – continua Franco Biraghi – e ritengo che, ora più che mai, sia importante trasmettere un messaggio di fiducia nei confronti del nostro territorio e di tutte quelle eccellenze che è in grado di offrirci, sia in termini di materie prime che di prodotti finiti, ma anche un messaggio di speranza nel domani, di cui i quattro premiati di oggi sono un simbolo”.

L’evento si svolgerà nei magazzini di stagionatura dell’azienda mediante un ingresso contingentato (i genitori di ogni bambino entreranno a mezz’ora di distanza). “L’emergenza del Covid 19 – conclude Franco Biraghi – ha soltanto modificato il modus operandi di questo importante appuntamento, ma non ne ha variato l’essenza e neppure il messaggio: quello di guardare al futuro con grinta, caparbietà e speranza”.