Misurazione della temperatura corporea e pedane “ad personam”: la fase 2 di una palestra cuneese (GUARDA LE FOTO)

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Tra i tanti settori che, nelle ultime settimane, hanno riaperto i battenti, ci sono anche tutti quelli legati al mondo dell’attività fisica, dalle piscine alle piste d’atletica, arrivando alle palestre.

Proprio queste ultime, essendo vincolate a spazi chiusi, hanno dovuto adottare precise misure di sicurezza, secondo quando previsto dalle linee guida ministeriali.

Ma come procede la loro fase 2? Abbiamo provato a capirlo facendo un “salto” alla CNT CrossFit di via Valle Po, a Madonna dell’Olmo, la più grande struttura della provincia per il Crossfit e una delle più grandi palestre in generale sul territorio cuneese.

“Avere uno spazio di circa 800 metri quadri certamente ci ha agevolati, anche se gli accorgimenti sono stati tanti – ci spiega Luca Rabbia, uno degli istruttori di CNT Crossfit – Noi già prevedevamo “classi” con un numero chiuso di 16 persone per ogni turno, quindi è stato più facile adattare le nostre attività, che già erano su prenotazione, alla convivenza con le misure di sicurezza”.

Proprio a proposito di misure di sicurezza, gli interventi in uno spazio come la palestra sono stati molteplici: “Non è stato un vero stravolgimento, perché abbiamo dovuto implementare la divisione grafica a terra delle aree dedicate alle persone. Abbiamo predisposto pedane più spaziose e ampi corridoi, come richiesto dalle linee guida ministeriali per garantire il distanziamento sociale”.

Sarà diverso quindi il modo di approcciarsi all’attività sportiva dei clienti: “Ora una persona che entra nella nostra struttura riceve in primis la misurazione della temperatura corporea, per poi muoversi lungo un percorso prestabilito che la conduce alla propria postazione esclusiva.

Qui, troverà l’attrezzatura già all’interno della sua area oppure, per singoli casi, nell’area comune dove la gente può prendere il materiale sanificato ma rigorosamente a turni. Solo durante lo svolgimento dell’attività sarà possibile togliere la mascherina, utilizzando sbarre numerate e porzioni di muro a loro volta numerate, così che ognuno possa toccare sempre la stessa area e non “invadere” quella degli altri atleti”.

Anche il post-attività segue norme precise: “Ognuno avrà il proprio gel igienizzante e potrà accedere allo spogliatoio solo se per ragioni strettamente necessarie. La capienza anche in questo caso è stato più che dimezzata, così come per le docce. Infine, una volta terminata l’attività, l’uscita dalla struttura è prevista attraverso un’altra porta, così da evitare il contatto tra chi entra e chi esce”.

Uno scenario certamente meno “coinvolgente”, ma sicuramente attento alla salute del singolo: “Chi pratica crossfit era solito caricarsi a vicenda con pacche sulle spalle. Ora tutto ciò non è più possibile, ma sappiamo che è per la nostra salute. Siamo felici di poter dire che sin dal primo giorno di ripresa, quasi il 70% dei nostri clienti è tornato in struttura e lo ha fatto rispettando tutte le norme previste. Forse siamo stati agevolati dall’educazione alla prevenzione che nel corso delle settimane si è fatta anche negli altri settori”.

Un modo nuovo per tornare in palestra e fare attività fisica, insomma, rispondendo a due parole-chiave: prevenzione e allenamento.