Eurotec Savigliano, un anno fa il doppio trionfo di prima squadra e Under 15: “Un ricordo indelebile”

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Se si potesse entrare nel PalaFerrua, proprio di fronte alle tribune, si noterebbero due grandi scudetti, che simboleggiano i due grandi successi che hanno caratterizzato la scorsa stagione, il quarantennale della società di Savigliano.

I ricordi delle emozioni passate non potrebbero che balzare in mente relativi a quanto accaduto poco più di 365 giorni fa nel mondo del basket della città.

Il 31 maggio 2019 la squadra di coach Fiorito si appresta ad affrontare gara 5 della finale contro Vercelli. La Eurotec, dopo aver vinto gara 1, perde le successive due partite, riuscendo però a pareggiare i conti in trasferta con una prestazione ammirevole. Questo è il match che decide le sorti della stagione, tra la gloria per la promozione e la delusione di aver sfiorato il successo per due anni di fila.

“I miei ricordi riguardo alla partita non sono nitidissimi” racconta il capitano Andrea Testa “poche azioni, solo qualche episodio, pur sforzandomi mi è difficile riportare alla memoria il preciso susseguirsi degli eventi. Dal riscaldamento fino ai punti finali, la tensione è sempre stata massima, tale che quasi non riuscivi a goderti il momento. La partita forse non è stata memorabile dal punto di vista tecnico, ma sicuramente è stato l’incontro emotivamente più coinvolgente tra tutte le partite che ho disputato negli anni.

Un susseguirsi di ribaltamenti nel punteggio si alternavano a momenti di assoluto equilibrio: quando sembrava che una squadra avesse definitivamente preso il sopravvento, l’altra riusciva a rimontare e a passare a sua volta in vantaggio. Una gara difficilissima da giocare, perché alla difficoltà di affrontare un avversario temibile si aggiungeva lo sforzo per non farsi sopraffare dall’emotività. In quei momenti non sempre riesci goderti la parte divertente dello sport, ma forse ne tocchi la vera essenza.

Quello che ricordo in maniera lucida e distinta sono i momenti successivi alla vittoria, momenti che porterò sempre con me e che ricorderò per tutta la vita: l’abbraccio con la mia famiglia, con la mia ragazza, con i miei compagni, con i tifosi entrati in campo, la commozione generale, la soddisfazione di tutti e la consapevolezza di esserci presi la rivincita dalla retrocessione del 2016”.

Neanche 24 ore dopo l’Under 15 Gold di coach Frandino parte proprio per Vercelli per disputare le “Final 4”. Dopo una stagione infinita, con grandi vittorie, ma anche con alcune pesanti sconfitte, le giovani Pantere devono dare il tutto per tutto nelle ultime due partite.

La semifinale vede i saviglianesi confrontarsi con Conte Verde. La partita si indirizza subito in favore dei biancorossi, ma alcuni errori nel terzo quarto rendono l’esito del match incerto fino alla sirena, quando il punteggio recita +8 per l’Amatori.

Neanche il tempo per tornare a casa, che bisogna già ripartire, il giorno seguente, il 2 giugno, si gioca la finale contro Arona, l’ultima squadra con cui i saviglianesi avevano perso nella seconda fase della stagione regolare, prima di inanellare una lunga serie di vittorie consecutive.

“Non eravamo noi i favoriti” dice il capitano Alessandro Rosa “nella semifinale si era anche infortunato Alladio, le chances di successo erano limitate, ma in quel momento noi eravamo convinti di potercela fare. La partita sembrava essere in mano nostra, nonostante i molti falli e gli errori abbiamo chiuso il terzo quarto sul +10, un vantaggio che avremmo dovuto gestire fino alla fine. L’ultimo periodo fu pieno di emozioni, lacrime e grida.

Abbiamo lottato con tutte le nostre forze, in campo c’erano solo più 2 titolari, ogni componente di questa squadra ha messo tutto se stesso in quella partita, correndo, sbagliando e realizzando canestri importantissimi, anche Alladio è stato costretto ad entrare per l’ultimo rimbalzo. La tensione era altissima e il nostro sogno di portarsi a casa il titolo si faceva sempre più vicino. Mancavano solo più 10 secondi, il tabellone segnava +5 e l’Arona era in lunetta, il primo segnato, il secondo sbagliato.

Il rimbalzo è caduto nelle mani di un giocatore di Arona, che subito dopo ha subito anche fallo. Mentre tornava in lunetta ci siamo accorti che il tempo era già scaduto, gli avversari non potevano più recuperare. La partita finiva sul +3 e lì è iniziata la liberazione, dopo più di 50 partite giocate potevamo finalmente festeggiare”.

Stagioni come quella passata non capitano spesso, ma ogni ragazzo, quando si potrà tornare ad allenarsi al PalaFerrua, potrà guardare quei due scudetti sul muro della palestra e quello sguardo sarà un incentivo a dare sempre il massimo, perché con voglia e determinazione si può raggiungere tutto.

c.s.