Calcio dilettantistico, i presidenti alzano la voce: “Impossibile programmare senza alcuna certezza”

Le parole di Emiliano Mollo (Sommariva Perno), capofila del gruppo di dirigenti che sta cercando di "farsi sentire" nei confronti della Federazione

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I giorni passano, il coronavirus placa la sua ferocia ma non a tal punto da dare il via al “liberi tutti” e nel mondo del calcio dilettantistico inizia a crearsi apprensione.

Già, perché dopo la decisione della LND della scorsa settimana di abbozzare la proposta di quattro retrocessioni dalla Serie D, che andrà però validata il prossimo 3 giugno in consiglio federale, ad aumentare tra gli addetti ai lavori è stato soprattutto il senso di incertezza.

Quando si avrà la vera parola fine sul 2019/20 delle categorie dall’Eccellenza in giù? Quando si saprà su che basi e con quali scadenze si potrà programmare il nuovo campionato?

Sono alcune delle domande che assillano i dirigenti dei vari club e che hanno spinto nelle ultime ore molti presidenti delle società piemontesi ad una vera e propria presa di posizione per cercare di far sentire la propria voce a livello federale.

A farsene promotore è stato, in primis, Emiliano Mollo, presidente del Sommariva Perno (Promozione C), che con un lungo messaggio ha dato il là al confronto tra i dirigenti di molte società locali.

“Non siamo qui a fare sterili polemiche né tantomeno vogliamo che passi il messaggio che dalle nostre società si è levato un grido d’allarme – sottolinea ai nostri microfoni Mollo. Semplicemente, pur non essendo ancora organizzati, vogliamo esternare i nostri dubbi legati alle tempistiche per la nuova stagione”.

Il presidente biancoverde va poi nello specifico: “Stiamo vivendo una situazione surreale. Da un lato c’è tanta voglia di tornare alla normalità, dall’altro più passa il tempo più questa situazione di incertezza sta diventando sempre più difficilmente gestibile. L’emergenza ha coinvolto tutti e tutti ne abbiamo preso atto. Ora, a quasi quattro mesi dall’inizio di questa brutta vicenda, il fatto che siamo ancora qui a discutere sul come concludere la stagione dal punto di vista formale, con la necessità di iniziare sul nuovo, iniziamo a preoccuparci”.

A creare apprensione, quindi, è soprattutto il rischio di doversi trovare a rincorrere o a lavorare in scenari incerti: “Di questi tempi, in condizioni normali, la programmazione della nuova stagione era già ampiamente avviata. Oggi, pur avendo un po’ tutti iniziato a plasmare le squadre del prossimo campionato, viviamo nell’incertezza. Iniziamo a chiederci se abbia senso pensare a una ripartenza come se fosse tutto normale, quando i punti di domanda sono davvero tanti.

Il rischio, a nostro modo di vedere, è quello di mettere in moto una macchina organizzativa su basi poco solide. Fare i salti mortali per pensare alla prossima stagione per poi trovarsi a discutere in estate di elementi difficilmente praticabili per i dilettanti sarebbe un po’ assurdo. Gli scenari tracciati dal comitato scientifico ci dicono che il protocollo da seguire sarà molto restrittivo: riusciremo a farcela? È fattibile oggi parlare di 2020/21 per i dilettanti?”.

Da questi presupposti è nata quindi la volontà di passare all’azione: “Mi sono sentito con altri presidenti e ci stavamo chiedendo come muoverci. Sicuramente vorremmo avere delle informazioni un po’ più chiare dagli organi preposti. Sentiremo i nostri contatti in federazione per sollecitare le risposte o delle indicazioni più precise. Solo successivamente si valuterà una presa di posizione formale.

Il tutto, con un approccio collaborativo: “Ripeto, non siamo qui a fare polemica né ad entrare nel merito di decisioni molto complesse. Vogliamo solo sottolineare che programmare senza basi solide e per di più senza la certezza su quella che sarà la composizione degli organici dei campionati dopo le decisioni federali su retrocessioni e promozioni, ci pare quantomeno surreale, se non folle”.