“Il Covid-19 non distingue tra detenuti e personale”: il garante regionale chiede più collaborazione tra sanità e sistema penitenziario

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“Considero assai positivo effettuare controlli sanitari sul personale impegnato nelle carceri piemontesi e auspico un rafforzamento del rapporto di collaborazione tra Regione e Amministrazione penitenziaria”. Lo ha dichiarato il garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano all’indomani della decisione della Giunta di somministrare, su base volontaria, i test sierologici agli agenti delle Forze dell’ordine.

“Come chiesto ripetutamente dalle organizzazioni sindacali di Polizia penitenziaria e dai garanti dei detenuti attivi a livello territoriale, solo con una continua attività di monitoraggio si potrà compiere un salto di qualità nella lotta al Covid-19”, continua Mellano. Dei circa 3.000 agenti di Polizia penitenziaria si prevede che ad usufruirne potrebbero essere potenzialmente circa 2.600, dal momento che c’è chi si è già sottoposto al tampone per via dei contagi registrati o delle scelte delle Asl competenti. Circa 200 test, inoltre, saranno disponibili per il personale civile in servizio nelle carceri piemontesi (circa 500 operatori in tutto, che in alcuni casi – come a Saluzzo e a Fossano – hanno già avuto la possibilità di effettuare il tampone). I rischi di contagio insiti nella vita quotidiana di strutture chiuse sono sotto gli occhi di tutti. Per questo, sottolinea, “solo una continua e proficua interlocuzione tra Amministrazione penitenziaria e Assessorato alla Sanità potrà garantire un vantaggio strategico nella lotta al Coronavirus”. Oltre al monitoraggio, conclude, “è necessario insistere con il rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e di sicurezza da parte di chi entra e di chi esce dagli Istituti penitenziari anche attraverso un’adeguata fornitura di guanti e mascherine per i detenuti e per i loro parenti in visita”.

A questo scopo, anche su suggerimento del Coordinamento piemontese dei garanti delle persone detenute, si sta definendo una collaborazione tra Amministrazione penitenziaria e organizzazione internazionale “Medici senza frontiere” per la verifica delle procedure, la formazione del personale penitenziario e la prevenzione che coinvolgerà in via prioritaria gli Istituti penitenziari di Torino, di Alessandria e di Saluzzo.