IDEA AWARDS 2019 – A Daidola il premio alla carriera: “Continuerò a Bra, il format della Serie D va rivisto”

"Le nostre strade, mia e quella del Bra, credo che continueranno a viaggiare insieme. A questo punto pensare alla ripresa del campionato, oltre che una flebile speranza e un'utopia, è ridicolo. Stiamo già parlando, io e la società, delle novità che poi saranno divulgate e stiamo già delineando il Bra della prossima stagione"

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Fabrizio Daidola, allenatore del Bra

Premio alla carriera, per meriti sportivi.

Questa è la targa “virtualmente” consegnata, ieri sera, a Fabrizio Daidola: l’allenatore del Bra calcio (di Serie D ndr). Il riconoscimento sopra citato, è andato “in scena” durante l’ultima puntata degli Idea Awards 2019, andati in onda in diretta streaming sulla pagina ufficiale Facebook “Ideawebtv.it e Rivista Idea”.

Queste le riflessioni e le parole di mister Daidola, trainer della formazione giallorossa braidese, durante la puntata: “Un inizio di campionato traumatico, per una serie di motivazioni e diversi aspetti. Siamo stati condizionati, abbiamo iniziato male e con le sei sconfitte consecutive. Siamo stati bravi a non mollare, a non fare drammi, a mantenere gli equilibri, anche se è stato difficile. Paradossalmente, ad una squadra come il Prato abbiamo portato via 4 dei 6 punti disponibili.

Con qualche nuovo innesto e con qualche risultato positivo, abbiamo avuto il coraggio di prendere in mano la situazione e il cammino seguente ci ha rimesso in corsa per la salvezza, mettendoci alla pari con chi era partito meglio di noi. Fino a quando si è giocato, è stato un campionato a due volti.

Il format della Serie D va rivisto, questa è l’occasione giusta per ricalibrare un campionato che non è né carne né pesce. Un campionato oneroso, impegna giocatori e staff giornalmente. Si è impegnati come dei professionisti, ma con nessuna tutela. La D non può più esimersi dal promuovere o dal premiare le squadre che vanno ai play-off, dopo un cammino estenuante di dieci mesi.

Non capisco perchè certe squadre debbano sostenere, ancora, delle spese a fondo perduto. Io non mi ricordo chi è andato ai play-off due anni fa. L’impegno che si chiede è troppo, a tutto l’indotto della D, per quelli che sono i numeri che accedono, se si hanno le possibilità, la struttura, le condizioni, il bacino, la solidità a tutto tondo, alla categoria superiore. La D è troppo sacrificata. Mi auguro che, nel momento in cui ci sarà permesso di ripartire, si facciano una serie di valutazioni.

Questo campionato deve essere sostenuto in maniera differente, i risultati sportivi vanno premiati diversamente e forse bisogna anche pensare a un ridimensionamento dei costi. Questo passa da un campionato più ristretto nelle trasferte, con qualche giovane in più. Attraverso, purtroppo, ad una situazione di grande gravità come quella che stiamo vivendo, a cui tutti siamo soggetti, credo sia venuto il momento di vedere il campionato di serie D come quello che è, cioè di dilettanti. Il lavoro si può svolgere in maniera professionale, ma ci deve essere una gratificazione sportiva all’altezza.

Le nostre strade, mia e quella del Bra, credo che continueranno a viaggiare insieme. A questo punto pensare ad una ripresa del campionato, oltre che una flebile speranza e un’utopia, è ridicolo. Stiamo già parlando, io e la società, delle novità che poi saranno divulgate e stiamo già delineando il Bra della prossima stagione, da vivere insieme“.