L’analista di mercato Carlo Alberto De Casa: “Recovery Funds, cifra monstre! La BCE ha un ruolo chiave nella gestione della crisi”

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MES si, MES no. Eurobond si, Eurobond no. Recovery Funds si, Recovery Funds…. si. Dopo settimane di grandi polemiche il Premier Giuseppe Conte ha ufficializzato l’approvazione dei Recovery Bond da parte dell’Eurogruppo.

Ma esattamente cosa sta succedendo a livello europeo per uscire da questa crisi economica dovuta al Covid-19? Lo abbiamo chiesto al saluzzese Carlo Alberto De Casa, Senior Analyst di ActivTrades, società leader del trading.

Carlo Alberto, quali sono le ultime news in ambito europeo per fronteggiare la crisi?

“Il consiglio europeo dei capi di Governo rappresenta senz’altro un passo in avanti per l’Italia. Non è passato l’eurobond, cosa che si sapeva e che avrebbe richiesto tempi lunghi per un’ipotetica attuazione, ma sono arrivate buone indicazioni nel complesso, in particolare sui recovery funds, il cui volume potrebbe anche superare i 1.000 miliardi, arrivando – forse – fino a quota 1.500 miliardi. Tutto ciò in aggiunta ai 540 miliardi già discussi qualche settimana fa. Fra i prossimi passaggi, la Commissione Europea dovrà portare una proposta al prossimo Consiglio Europeo convocato per il 6 maggio sul come finanziarlo. Potrebbe essere spalmato sul bilancio settennale europeo che parte nel 2021.”
Come sono divisi questi 540 miliardi?
“Proviamo a sintetizzarli: fino a 200 miliardi arriveranno dalla BEI, la Banca europea per gli Investimenti (e saranno dedicati per le imprese), altri 100 miliardi dal Sure, acronimo di Support to Mitigate Unemployment risk in an emergency (per contribuire alla cassintegrazione europea), resta attivo il Mes, con la possibilità – ma non l’obbligo – di accedere a finanziamenti a tasso vicino allo 0% per investimenti sulla sanità (fino a 240 miliardi), quindi senza altre condizioni. Nonostante la brutta nomea il Mes per l’Italia potrebbe essere un’occasione per accedere ad altri 35 miliardi di prestiti a tasso zero, ossia fino al 2% del nostro PIL.”
Ed i recovery funds?
Il cuore delle misure credo riguardi i recovery funds, una cifra monstre, forse addirittura 1500 miliardi di euro, anche se saranno pronti soltanto nel 2021. Il recovery fund emetterà bond, quindi obbligazioni, con a garanzia il bilancio dell’UE per fronteggiare il problema in un arco temporale di vari anni. Una soluzione massiccia insomma, che potrebbe (o dovrebbe) forse essere ulteriormente rinforzata se necessario. Resta da vedere se tutto ciò sarà finanziato come un prestito, seppur a tasso bassissimo, oppure se in parte come sovvenzione, ipotesi meno probabile. Ha invece perso quota l’ipotesi spagnola dei bond perpetui (ossia bond senza scadenza, che rimborsano soltanto un interesse e non il capitale). Nel complesso come sempre capita in queste occasioni si lavora su compromessi e quanto sta uscendo dalle trattative sembra un accordo già consistente.”
E la BCE come si sta muovendo?
In aggiunta alle cifre sin qui menzionate, un ruolo chiave lo sta giocando la BCE, che continua ad immettere liquidità sui mercati, sostenendo l’economia e confermando il suo ruolo chiave nella gestione della crisi. I continui acquisti di titoli di stato (BTP per l’Italia) hanno contenuto lo spread ed evitato – sinora – crisi peggiori sui mercati finanziari. Va detto che anche la Federal Reserve sta acquistando titoli, in modo ancora più massiccio, per sostenere l’economia americana.”