Le idee degli Amici di Santa Chiara

Ne parla il presidente Alberto Di Caro

0
191

A Bra esiste un’associazione che nel proprio nome rende o­maggio a tre ragioni di orgoglio per la città della Ziz­zola. IDEA ne ha parlato con il suo presidente, Al­berto Di Caro, alla gui­da dell’associazione “Et­tore Mo­li­naro-Amici di Santa Chiara e di Bernardo Antonio Vitto­ne” di Bra.

Presidente, ci spiega come è nata l’associazione?
«Padre Ettore Molinaro è mancato il 3 marzo del 2015. Lui si è sempre occupato e preso a cuore Santa Chiara, non solo per la manutenzione, ma anche per l’organizzazione di eventi musicali e culturali. Poco dopo la sua morte, l’allora sindaco Bruna Sibille mi ha convocato nel suo ufficio per chiedermi se avrei potuto occuparmi di Santa Chiara e in che modo. Da quel momento è nata l’idea dell’associazione per proseguire l’attività di padre Ettore. Ho poi contattato il Padre provinciale dei Cap­puccini a Torino e ho chiesto la loro approvazione. Il sodalizio fu costituito il 9 luglio 2015; con i Cappuccini è stato siglato un contratto di comodato gratuito, nel febbraio 2016, per poter utilizzare la chiesa, il coro e i due piccoli locali annessi, naturalmente per attività in linea con lo spirito religioso, occupandoci anche della piccola manutenzione. San­ta Chiara è aperta tutti i giorni e, soprattutto, manteniamo viva l’attività culturale. In questi anni abbiamo seguito le orme di padre Ettore e, oltre alla rassegna musicale “Bacco e Or­feo”, abbiamo ospitato altri concerti con un seguito di pubblico notevole, tenendo conto della capienza di 100 spettatori. C’è un regolamento apposito per l’utilizzo del coro. In questi anni, grazie all’erogazione da parte della fondazione Crb di 24 mila euro, poi finanziato dalla fondazione Crc, abbiamo adeguato e riqualificato l’impianto d’illuminazione. Anche l’impianto della centrale termica è stato adeguato. Dopo aver sottoscritto una convenzione con l’istituto “Guala” di Bra, il sabato e la domenica alcuni allievi del quarto e quinto anno sono presenti in chiesa, con il compito di fare da guide turistiche. Abbiamo aderito a un progetto scolastico di Mondovì e a uno della diocesi di Torino. Due anni fa a settembre, nella chiesa, arrivò l’ordinario di Architettura dell’Università della Pennsyl­va­nia, con una strumentazione con cui ha scansionato in 3d Santa Chiara».

Qual è la sua e la vostra responsabilità rispetto alla chiesa?
«Sono responsabilità importanti e svariate. A gennaio di quest’anno, per esempio, si è verificata una caduta di piccoli frammenti d’intonaco dalla cupola. Questo ci ha allarmato, siamo intervenuti subito allertando i Frati e poi procedendo come ci è stato detto dai tecnici ed esperti. Devo ringraziare l’assessore Luciano Messa e il mio vice presidente Fabio Bailo, per l’interessamento e la vicinanza del Comune».

Il futuro?
«Trovare istituzioni che elargiscano contributi per poter proseguire la nostra attività. Ogni anno abbiamo delle spese fisse, anche se sono molto preziosi i tesseramenti e le offerte dei privati. Il Comune di Bra è sempre stato presente e di certo lo sarà ancora. Spero che la Fondazione Crc ci tenga presente. Ho in mente due concerti importanti: per il 250esimo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven e per il 25esimo anniversario della morte di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei massimi pianisti di tutti i tempi che ho avuto la fortuna di conoscere di persona. Purtroppo è tutto fermo e speriamo di poterli organizzare quanto prima, oltre a confermare i nostri soliti appuntamenti».

A tal proposito, come si esce da questa emergenza, dal punto di vista culturale?
«Si potrebbero fare concerti con dei solisti, a porte chiuse. Difficile pensare, in questo momento, come mettere in piedi una cosa simile. Ci sto comunque pensando. L’unica attività musicale in piedi in città, oltre alla banda musicale, è quella che si svolge a Santa Chiara. Santa Chiara deve continuare, non solo nel ricordo di padre Ettore, ma anche nello svolgere l’attività musicale. Cer­cheremo in ogni modo di far conoscere la chiesa, anche, all’estero. Lo scorso Natale, da Parigi, ci fu la visita di un’ottantina di turisti giunti a Bra soprattutto per Santa Chiara. Se non avessimo Danilo Bono, all’interno del direttivo e vero braccio operativo dell’associazione, saremmo in seria difficoltà e sarebbe tutto molto più complicato».