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Lockdown sino al 3 maggio, ora è ufficiale. Il Premier Conte: “Non possiamo abbassare la guardia”

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Una lunga giornata in attesa del Premier Giuseppe Conte che ha rinviato più volte l’orario della conferenza svolgendola, infine, alle ore 19.30.

Non fa giri di parole il Premier: “Ho appena firmato un decreto che prorogherà le restrizioni sino al 3 maggio. E’ una decisione della quale mi prendo tutte le responsabilità ma è frutto di un confronto con tutti. I segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti e le misure intraprese stanno portando gli effetti sperati. L’OMS ci ha identificato come esempio per come si stanno gestendo le cose. Ma non possiamo ora abbassare la guardia, per non ricadere in un secondo vortice che sicuramente porterebbe ancora più morti. Siamo tutti vogliosi di ripartire. L’auspicio è quello che il 4 maggio si possa ripartire, con cautela, ma tutto questo dipenderà dal nostro comportamento anche in questi giorni di festa dov’è importante rispettare le distanze sociali”.

Questo DPCM vale anche per le attività produttive. Oltre alla salute, sempre al primo posto, teniamo molto al nostro tessuto socio-economico ed intendiamo far ripartire il motore del nostro paese a pieno regime. Adesso non siamo ancora pronti. Vi prometto che, nel caso si verificassero dei casi particolari che ci consentissero di riapre qualche settore sarà nostra cura lo faremo”, prosegue Conte.

Non solo rinvii, però, alcune attività potranno riaprire, ovviamente mantenendo le distanze di sicurezza: “Parliamo di cartolibrerie, librerie, negozi per neonati e bambini, silvicoltura (taglio dei boschi) ed altre attività forestali“.

Riguardo l’agognata fase 2 Conte chiosa: “Siamo già al lavoro, non possiamo aspettare che il virus scompaia del tutto. Dobbiamo inventarci e proporre nuovi modelli di lavoro che tengano anche conto della qualità della vita. Il comitato tecnico scientifico sta lavorando su un protocollo da tenere sul lavoro. Le aziende devono approfittare di questo lockdown per sanificare gli ambienti e predisporsi ad una ripresa con il rispetto delle distanze sul luogo di lavoro”.