“Roero Rosa”: dall’esperienza della malattia, un aiuto nell’epoca del Covid-19

Mano tesa ai Volontari Ambulanza Roero: un sodalizio umano che continua

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Un Roero vivo, generoso, attento al prossimo per sua stessa natura: in un percorso sociale e umano che parte da chi ha già affrontato (e sta affrontando) il tema della malattia, e ha scelto di combatterla con l’aiuto vicendevole, il contatto diretto, la buona informazione e le azioni più nobili. Talvolta, anche passando per i tratti di sentiero più impensati: come l’ambiente, il paesaggio, la cultura “vera” e anche ciò che riguarda quel sotto-mondo che unisce la vigna alla cantina, e quindi all’impegno, alla fatica, e alla ricerca dei frutti buoni da offrire a tutti.

E’ un po’ la metafora della vita stessa, l’enocultura: che si materializza così, in maniera virtuosa, anche attraverso i segni del Centro di Ascolto “Roero Rosa” nato nell’ultimo biennio tra le colline che uniscono Canale e Castellinaldo d’Alba. Precisamente: in una vera e propria “terra di mezzo” come la borgata di Madonna dei Cavalli, luogo di gente pronta in spirito, e nella quale si muovono figure come Andreina Tarasco (architetto, scrittrice e vigneronne) insieme con il marito Fabrizio Pinsoglio.

Fu lei, alcuni anni fa, a concepire l’idea della Panchina Gigante rosa, la Big Bench numero 47 secondo la rigorosa, geniale rete creata dalle intuizioni di Chris Bangle, designer trapiantato felicemente nella provincia Granda. Qui, sulla Collina Giacconi, iniziò tutto, all’epoca della presentazione del libro “Soffio di vento”: ai piedi e sulle schiene di questo manufatto visitabile da tutti, di un colore scelto ad hoc come simbolo della lotta affrontata a viso aperto contro un male come il tumore.

Sede e meta di parecchie iniziative (le sempre più partecipate “camminate in rosa”, ma anche luogo di tappa zero per l’iniziativa ciclistica nazionale Ciclomaretona, la visita estiva alle stelle), e anche stimolo a fare, a muoversi, anche idealmente nei giorni in cui il nuovo Coronavirus ha cambiato coordinate e stili di vita di tutti.

Perché, qui, diventa tutto più importante? Semplice: perché chi vuole aiutare gli altri, nella lotta contro un male, c’è sempre ed è pronto a rispondere “presente” pur con tutte le restrizioni di questo inedito inizio di primavera.

“Roero Rosa” ha infatti deciso di fare la sua parte, anche stavolta: sospesi suo malgrado gli eventi, i momenti di approfondimento proposti a Canale e negli altri paesi della Sinistra Tanaro, questo gruppo ha voluto fare qualcosa di significativo nella lunga serie di iniziative benefiche attuate nell’orbita Covid-19.

Insieme alla fidata Anna Paola Errera e a tutto lo staff delle volontarie del Centro di ascolto, Andreina Tarasco dice: «Le attività che avevamo indetto negli scorsi mesi ci hanno permesso di accumulare un buon patrimonio di offerte che sarebbero state destinate, come sempre, ad azioni a favore del prossimo e della collettività locale. Mentre ci domandavamo sul da farsi, in modo propositivo, tramite mio marito Fabrizio si è aperta la possibilità di prenotare ed acquistare una valida quantità di mascherine riutilizzabili, di cui pare ci sia davvero un bisogno continuo soprattutto per addetti del settore sanitario e volontari».

E così è stato fatto: richiedendo, comprando e ottenenendo questi dispositivi, e devolvendoli direttamente ai Volontari Ambulanza Roero per le loro continue, quotidiane necessità. E’ un fil rouge che continua, dunque, quello tra i sue sodalizi: già uniti in amicizia e condivisione d’intenti nei primi di nascita di “Roero Rosa”, quando il gruppo consegnò alla presidente Annamaria Nuzzi una prima serie di offerte raccolte in quella che fu la prima edizione della camminata in rosa.

Andreina Tarasco aggiunge: «Siamo liete di poter continuare a dare una mano, in attesa di capire cosa ci riserverà il futuro: senza dubbio, andremo avanti appena possibile con le nostre attività e con il centro di ascolto (che, in tempi “di pace”, è operativo ogni lunedì mattina presso la biblioteca del municipio canalese), con i concerti e i momenti di ritrovo e divulgazione. C’è bisogno di speranza, e noi vogliamo essere presenti e partecipi».

Paolo Destefanis