Coronavirus: nessun caso fra i 218 ospiti delle strutture “Sereni Orizzonti” della provincia di Cuneo

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Nessun caso di Coronavirus si è finora registrato fra gli attuali 218 ospiti delle 6 strutture del gruppo “Sereni Orizzonti” in provincia di Cuneo (RSA “Montepulciano” di Bra, RSA “Don Comino” e Comunità psichiatrica protetta “Villa Margherita” di Lequio Tanaro, RSA “Maero” di Manta, RSA “Sacra Famiglia” di Dogliani e Comunità psichiatrica “San Giuseppe” di Rocchetta Belbo).

Seguendo le istruzioni impartite a livello nazionale dall’azienda e in largo anticipo rispetto alle disposizioni emanate dal governo e dall’amministrazione regionale, fin dallo scorso 3 marzo (in alcuni casi addirittura dal 24 febbraio) queste strutture hanno impedito ogni ingresso ai parenti e ridotto al minimo essenziale il contatto con i fornitori delle derrate, garantendo loro accessi dedicati.

«Infermieri, operatori socio-sanitari e addetti alle pulizie sono stati tempestivamente formati e informati sulle procedure di prevenzione da adottare» spiega Vittorio Pezzuto, responsabile delle relazioni esterne del gruppo “Sereni Orizzonti”. «Abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare dotati dei dispositivi di protezione individuale forniti dall’azienda (mascherine, guanti e camici monouso), sanifichiamo regolarmente gli ambienti interni, disinfettiamo i nostri cellulari ed evitiamo un uso promiscuo di materiale».

Nella RSA di Bra, che ospita al momento 53 persone, le visite dei parenti sono state bloccate fin dal 24 febbraio e non si sono finora registrati casi di positività al Covid-19. Un ospite (paziente oncologico) è stato invece collocato in isolamento preventivo dopo che ieri è tornato dall’ospedale di Alba, dove ha subìto un’operazione. Per il momento non presenta alcun sintomo ma viene costantemente monitorato. Quasi tutto il personale della RSA è regolarmente presente al lavoro, tranne tre operatori socio-sanitari (Oss) al momento assenti per motivi di salute non collegati al Covid-19.

Anche a Lequio Tanaro, sia nella RSA “Don Comino” di Lequio Tanaro (che ospita 22 persone) sia nella Comunità psichiatrica protetta “Villa Margherita” (che ospita 17 persone in struttura e altre 7 in gruppi appartamento), non si sono finora registrati casi di positività al Covid-19. Il personale di entrambe queste strutture opera regolarmente.

Zero casi di Coronavirus anche nelle RSA “Maero” di Manta (che ospita 64 persone) e nella RSA “Sacra Famiglia” di Dogliani (che ospita 36 persone). Tutto il loro personale è operativo, tranne due Oss della struttura di Dogliani che sono al momento assenti per motivi di salute non collegati al Covid-19.

Infine, situazione tranquilla anche nella Comunità psichiatrica per adulti “San Giuseppe” di Rocchetta Belbo (che ospita 19 persone). Qui la direzione ha deciso bloccare addirittura dal 23 febbriaio le uscite riabilitative e ricreative nonché gli ingressi dei parenti. Nessun caso si è inoltre registrato tra il personale, che risulta regolarmente al lavoro.

«Sappiamo bene come questa pandemia stia amplificando preoccupazioni e ansie» aggiunge Vittorio Pezzuto. «L’isolamento forzato nel quale si trovano da oltre un mese i nostri ospiti – giovani pazienti con problemi psichiatrici di lieve entità e persone molto anziane e spesso non autosufficienti – rischia in effetti di incidere negativamente sul loro umore così come su quello dei parenti che non possono più andarli a visitare. Alla primaria tutela sanitaria si deve pertanto unire un’attenzione particolare all’equilibrio emotivo e psicologico dei nostri assistiti.

Proprio per questo abbiamo da tempo contattato tutti i familiari degli ospiti, in particolare di quelli allettati, al fine di poter programmare videochiamate WhatsApp, quotidiane e in determinate fasce orarie. Una soluzione che sta riscuotendo un grande successo soprattutto tra i nonni, molti dei quali non sono abituati all’uso delle nuove tecnologie: poter vedere i volti dei propri cari e poter scherzare e conversare con loro è una medicina preziosa che stempera la tensione e risolleva immediatamente il morale di ciascuno, suscitando forti emozioni positive.

Le lacrime di gioia e i sorrisi pieni di felicità di queste persone sono la migliore ricompensa per gli infermieri e gli operatori socio-sanitari che in questi giorni si stanno sforzando di regalare serenità ai loro assistiti. Di una cosa dovete essere sicuri: stiamo proteggendo in ogni modo i nostri ospiti dal virus come faremmo con i nostri stessi parenti, con la stessa attenzione e con lo stesso amore».