Il calcio dilettantistico si interroga sul futuro, qui Olmo: “Rimborsi? Auspichiamo una linea comune fondata sul buonsenso di tutti”

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Secondo balzo all’interno delle realtà sportive cuneesi impegnate nel girone B di Eccellenza 2019/2020, per comprendere il loro punto di vista sul futuro prossimo del calcio dilettantistico ai tempi del coronavirus.

Dopo il Saluzzo, è la volta dell’Olmo, quarto quando il campionato è stato sospeso, con i suoi 33 punti. A spiegarci il punto di vista grigiorosso è Marco Mollo, Direttore Sportivo del club cuneese.

Ripresa: sì o no?
“I tre temi fanno parte di un ragionamento complessivo. Onestamente credo che sia più probabile uno stop definitivo. Personalmente, metto al primo posto la salute di atleti ed addetti ai lavori, ovviamente, anche se non sarei contrario ad un’eventuale ripresa se la situazione dovesse rientrare. Del resto, sono sempre stato un fautore del calcio nella bella stagione: non capisco perché col tempo lo abbiamo trasformato in uno sport invernale.

Se devo fare un appunto, lo muovo verso tutti quegli attori, in particolar modo presidenti, che, dalla Serie A ai nostri campionati, già ad inizio marzo hanno alzato i toni, invitando a chiudere tutti i discorsi e palesando evidenti interessi personali o societari: anche se la stagione non sta andando per il verso giusto, è importante mantenere sempre obiettività di giudizio”.

Annullamento del 2019/2020: sì o no?
“La difficoltà sta proprio qui, perché ad oggi non ci sono verdetti già stabiliti e definiti. Tutti, almeno sulla carta, potrebbero fare tutto, discorso che vale per la promozione e per la retrocessione. Credo che molto però dipenderà da quanto deciso a partire dalla Serie A e a cascata in tutti gli altri campionati. Mi aspetto una direttiva federale nazionale, anche per garantire uniformità decisionale.

Se c’è una critica da muovere a tutto il movimento è proprio questa: l’incapacità, fin qui, di decidere in maniera univoca. Incapacità o non volontà, tipicamente italiana. Non si può pensare per ognuno di questi temi di delegare una decisione, che comporta responsabilità altissime con conseguenze non solo sportive ma anche legali, a comitati locali o, addirittura, a singoli presidenti”.

Questione-rimborsi
“Non ci siamo ancora confrontati con ragazzi e staff tecnico. Fino a fine febbraio i ragazzi hanno giocato ed hanno il diritto assoluto di avere i rimborsi fino ad allora. Fatta questa premessa è però importante che tutti si mettano una mano sul cuore e ragionino di concerto, cercando di darsi una mano a vicenda.

Se il campionato riprenderà, giocando anche a luglio, sarà sacrosanto il pagamento dei rimborsi. In caso contrario, ci si dovrà sedere attorno ad un tavolo per decidere tutti insieme. Per un presidente potrebbe non essere facile saldare tutto in un contesto nel quale gli sponsor potrebbero rivedere i propri contributi. È un discorso ipotetico ma credo anche verosimile: in un quadro economico come quello che si sta delineando, bisogna capire che le nostre realtà sportive sono conseguenza di ciò che accade al mondo imprenditoriale.

Con questo, non voglio dare per certo il taglio dei rimborsi. Voglio semmai invitare tutti gli attori in gioco a sedersi attorno ad un tavolo per decidere con buonsenso e per il bene comune. Anche qui, sarebbe bello avere una linea comune e che magari tutte le società si unissero, stabilendo dei criteri che vadano bene per tutti. Ricordiamoci che se non seminiamo bene nel presente rischiamo di vivere un futuro in cui saremo decimati”.