Il calcio dilettantistico si interroga sul futuro, qui Saluzzo: “Sarebbe folle annullare il 2019/2020”

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Con il calcio ancora indeciso sul proprio futuro prossimo e che alza giorno dopo giorno i toni, accapigliandosi tra possibile ripresa, annullamento della stagione e scottante tema degli stipendi dei calciatori, abbiamo scelto di fare un “salto” ideale nei quartieri generali delle squadre cuneesi di Eccellenza per capire quali sono i loro punti di vista.

Al centro di questi dialoghi, i tre temi focali: l’eventuale ripresa del campionato, il possibile annullamento della stagione 2019/2020 e la gestione dei rimborsi dei calciatori.

Iniziamo questo viaggio oggi con il Saluzzo e il suo team manager Giorgio Pagliero, che quando si stoppò il campionato erano primi a quota 43 nel girone B.

Ripresa: sì o no?
“Attendiamo e valutiamo che cosa accadrà. Erano premature le sentenze lanciate un mese fa da alcuni presidenti che immaginavano già una fine di tutto e crediamo che lo sarebbero anche ora. La situazione è complessa, ma finché non saranno le istituzioni sanitarie e governative a decidere, ha poco senso fare delle valutazioni. Di certo, se non si riprenderà immaginiamo un aiuto economico da parte della federazione, avendo effettuato delle spese che non è stato possibile sfruttare”.

Annullamento del 2019/2020: sì o no?
“Credo personalmente che sia del tutto da escludere perché da un punto di vista giudiziario sarebbe molto grave. Ripeto, non parlo prettamente di un piano etico e sportivo, ma proprio di un rischio legale: la Federazione andrebbe incontro a ricorsi massivi e si troverebbe costretta a restituire tutto ciò che è stato pagato e che verrebbe vanificato da un totale annullamento.

Se si dovrà trovare una soluzione, la Federazione dovrà trovarla accontentando tutti: non penalizzare chi poteva salvarsi ma anche tutelare chi attualmente poteva salire. Sarebbe folle non finire i campionati sul campo e poi farli prolungare all’infinito nei tribunali”.

Questione-rimborsi
“Siamo tra le società più attente, puntuali e precise da questo punto di vista. Siamo in linea con i pagamenti, avendo versato il rimborso spese fino all’ultimo, compreso quello di febbraio per giocatori e staff tecnico. Trattandosi però di rimborso spese, dal momento in cui il campionato e gli allenamenti si sono fermati, non abbiamo più versato nulla.

Troviamo che sia una linea onesta e corretta e lo pensano anche i giocatori con cui ci siamo confrontati. Ovviamente se si riprenderà a giocare si tornerà a rimborsare le spese regolarmente. In questa fase stiamo cercando di aiutare i ragazzi nell’ottenere i 600 euro previsti per i collaboratori sportivi, che sarebbero un’ottima iniezione per tutti”.