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Casa di riposo di Sanfront, il direttore Ferrato: “Siamo una bomba ad orologeria, combattiamo come in Russia con le scarpe rotte”

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Dopo aver appreso il decesso del paziente positivo Covid-19, residente nel territorio di Gambasca, ma il quale aveva soggiornato per alcuni giorni, presso la casa di risposo di Sanfront, abbiamo sentito il direttore Silvio Ferrato, il quale ci ha concesso un’intervista telefonica per chiarirci il punto della situazione.

Il paziente aveva già inizialmente un quadro clinico compromesso la patologie pregresse, motivazione per la quale è stato fatale l’avvenuto contagio al Covid-19.

Si, è vero, c’è stato un decesso di un paziente, che nei giorni scorsi, ha soggiornato presso la struttura –spiega Ferrato– ma in isolamento in una stanza a parte, al momento della segnalazione della positività del paziente da parte dell’Asl, sono partite le prime verifiche e i primi tamponi per il personale, reputato più a rischio di contagio, e l’altra parte forse verrà eseguita nei prossimi giorni, ma noi viviamo alla giornata senza troppe certezze – queste le parole del direttore Ferrato, il quale con desolazione ci descrive la situazione – non abbiamo garanzie e siamo una bomba ad orologeria, il personale medico si espone ad enorme rischi e combatte senza armi, e neanche una volta colpito può avere la certezza del suo destino poichè non possiamo fare nulla di nostra iniziativa, seppur on investimento di denaro privato, dobbiamo sottostare alle indicazioni provenienti dall’Asl”.

Continua Ferrato: “Abbiamo acquistato privatamente dei test sierologici che danno una indicazione sul possibile positivismo al Covid-19, ma abbiamo dovuto comunque aspettare le indicazioni precise, che definissero su quali pazienti avremmo potuto utilizzarli, e così è stato, questa mattina abbiamo eseguito i primi quattro test su pazienti con lievi sintomatologie che potevano essere ricondotte al Coronavirus”.

Per effettuare questo test sierologico, spiega in una intervista, il primario del laboratorio di Carreggi, in Toscana, basta una semplice goccia di sangue e pochi minuti, questo test emette quindi una indicazione sulla eventuale positività al Covid, che deve però per forza essere confermato da un tampone per averne la certezza, dal momento che potrebbe emettere falsi positivi.

Il direttore della struttura ci spiega che non è per niente facile questo momento, poichè non si può lavorare in maniera serena, ed autonoma, addirittura ci spiega: “Per i ricoveri dei pazienti, presso una struttura ospedaliera adeguata, va richiesto l’intervento del 112, il quale, solo se lo ritiene opportuno, trasporterà il paziente, diversamente non avrà ricovero e resterà in degenza presso la nostra struttura, senza avere neanche il tampone, a meno che non ce ne siano le reali ed evidenti necessità”.

Presso la casa di riposo, verranno effettuate due sanificazioni, una nella giornata di oggi, da parte dell’azienda di pulizie interna e  una questa sera, dove interverrà la “Gem Chimica”, azienda specializzata esterna,che provvederà ad una sanificazione dell’intera struttura.