Domenica la prevista apertura del Covid Hospital di Verduno, il Commissario Monchiero: “Stiamo lavorando alle equipe mediche”

Domenica 29 Marzo è prevista l'apertura del Covid Hospital di Verduno. Il Nosocomio ospiterà i pazienti le cui condizioni mediche sono in fase di miglioramento dopo aver contratto il Coronavirus. Al momento, il Pronto Soccorso non sarà ancora accessibile.

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Giovanni Monchiero (Foto Rivista Idea - Ideawebtv.it)

E’ giunta in queste ultime ore la notizia dell’imminente apertura dell’Ospedale di Verduno, prevista per Domenica 29 Marzo.

Date le circostanze, abbiamo nuovamente interpellato il Dottor Giovanni Monchiero, che lo scorso 16 Marzo ha ricevuto la nomina di Commissario dell’ospedale.

Iniziamo parlando della data di apertura, ossia Domenica 29 Marzo. E’ confermata?

“Sì, questo è l’obiettivo maturato ieri mattina insieme all’Assessore Icardi e il Governatore Cirio, dopo aver effettuato un sopralluogo in struttura. Naturalmente, alcune condizioni devono ancora realizzarsi.”

Di quali condizioni si tratta?

“Stiamo ancora aspettando alcuni materiali che devono arrivare dalla Protezione Civile. Ad oggi dobbiamo ancora organizzare le equipe mediche e confidiamo di averle ultimate per Domenica. In questi ultimi giorni la situazione negli ospedali si è aggravata e, in queste particolari circostanze, mettere insieme delle risorse umane non è così semplice. Al bando pubblicato dalla Regione abbiamo ricevuto moltissime domande, in particolare da persone neolaureate. Ed è proprio per questo motivo che stiamo lavorando anche ad un inserimento su uno spazio più grande al fine di creare dei team medici che sappiano dare la giusta assistenza.”

Nella precedente intervista, a noi rilasciata lo scorso 16 Marzo, uno degli obiettivi principali era la ricerca di “giovani pensionati”, che sarebbero intervenuti per affiancare i più giovani e per rendersi responsabili dei reparti. Com’è andata la ricerca?

“Sì, li abbiamo trovati. Tra queste, spiccano le eccellenti personalità del Dottor Cornara: ex Primario dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo, il quale sarà responsabile dell’area di rianimazione e terapia subintensiva. Si tratta di un’area unica e ben studiata dal punto di vista strutturale e con i letti facilmente sorvergliabile dagli infermieri. Invece, il medico internista di Medicina d’Urgenza sarà il Dottor Casagranda: ex Primario del medesimo reparto dell’azienda di Alessandria. In più, avremo anche l’aiuto del Dottor Galeasso: ex Pneumologo dell’ospedale di Alba, un anestesista torinese che lavora come libero professionista. E, per concludere anche un aiuto internazionale, ovvero un ex medico statunitense residente a Barbaresco. Purtroppo ci manca il livello medio ma, data la situazione, al momento non è possibile trasferire personale da altre strutture.”

In conclusione, le chiediamo in quale modo avverranno gli accessi presso la struttura.

“Bisogna chiarire un importante concetto: i pazienti, a Verduno, non arriveranno per accesso diretto. Questo progetto, deciso dall’Unità di Crisi, individua questo nosocomio come ‘polmone’ per accogliere le persone che sono state in rianimazione presso le altre aziende ospedaliere piemontesi. Questi individui, le cui condizioni sono in fase di miglioramento, effettueranno presso questa struttura cure di media intensità, affinché possano raggiungere la completa guarigione. Dal punto di vista pratico, ci tengo a ribadire che il Pronto Soccorso non verrà ancora aperto. In caso di necessità, il paziente dovrà recarsi presso l’azienda ospedaliera a lui più vicina.”