Coronarivus, l’Italia è “zona protetta”. Cosa cambia da domani, anche in Piemonte

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Foto ideawebtv.it

Dopo l’annuncio da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dell’estensione della “zona protetta” a tutta l’Italia, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha voluto aggiornare i cittadini piemontesi sulla situazione, provando a spiegare cosa cambierà da domani nella vita quotidiana di ognuno di noi, almeno fino al 3 aprile.

Dall’isolamento della sua casa di Alba, a seguito della positività accertata al coronavirus, Cirio ha annunciato in primis i risultati dei test tampone effettuati precauzionalmente sui membri della propria giunta: 7 negativi (il vicepresidente Fabio Carosso e gli assessori Luigi Icardi, Marco Gabusi, Fabrizio Ricca, Chiara Caucino, Elena Chiorino e Matteo Marnati), un positivo (l’Assessore al Bilancio Andrea Tronzano), e due ancora in fase di accertamento (domani i risultati per gli assessori Vittoria Poggio e Marco Protopapa).

La gente resta a casa solo se le regole sono uguali per tutti” così Cirio – “In caso contrario, purtroppo, manca il senso di responsabilità. Ringrazio il Presidente Conte per aver agito in fretta. Rispetto a ieri, bisognerà evitare ogni spostamento ingiustificato, si potrà uscire di casa solo per casi certificati di lavoro, urgenza o necessità: e ci saranno i controlli, finalmente. L’economia ed il lavoro non si fermano, si fermerà tutto il resto. Sono regole di tutti noi ma che devono servire per il rispetto della vita del prossimo“.

ECCO LE PRINCIPALI MISURE, in vigore fino al 3 aprile:

SCUOLE: di ogni ordine e grado (università incluse) chiuse fino al 3 aprile

EVENTI: da domani sospese tutte le manifestazione pubbliche e private, sia all’aperto che al chiuso. Sospese anche le manifestazioni sportive (fra cui la Serie A di Calcio).

Chiuse tutte le stazioni sciistiche d’Italia.

Luoghi di culto: le chiese saranno accessibili solo se verranno garantite le misure di sicurezza per evitare assembramenti (distanza minima di 1 metro tra le persone).

Bar e ristoranti: apriranno dalle ore 6 fino alle 18

Medie e grandi strutture di vendita, Centri commerciali: chiusi nei giorni festivi e pre-festivi (sabato e domenica). Negli altri giorni, il gestore dovrà garantire le misure di sicurezza. Resteranno aperte FARMACIE, PARAFARMACIE e punti vendita di generi alimentari.

Negozi ed esercizi commerciali: possono proseguire, purchè il gestore possa garantire ingressi contingentati o, comunque, evitando gli assembramenti (distanza di almeno un metro fra una persona e l’altra).

I dettagli, nello specifico, saranno resi noti dopo la pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale, nelle prossime ore.