Alla Soms di Racconigi lo spettacolo “Overload” dei Sotteraneo, vincitori del Premio Ubu

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Foto Filipe Ferreira

“Overload” significa sovraccarico: di stimoli, di richiami di informazioni, di suoni e suonerie. Con conseguente perdita dell’attenzione e aumento della distrazione. Su questi temi riflette con intelligenza e ironia lo spettacolo “Overload” dei fiorentini Sotterraneo, pièce che si è aggiudicata il Premio Ubu nel 2018 e che Progetto Cantoregi ospita alla Soms di Racconigi venerdì 21 febbraio alle ore 21 (via Carlo Costa 23), nel calendario di appuntamenti che anticipano il programma di CuneiForme.

“Overload” si sviluppa come un ipertesto scenico, in cui il palcoscenico diventa lo schermo di uno smartphone collettivo, che chiede di continuo al pubblico di attivare collegamenti ipertestuali e contenuti nascosti. È uno spettacolo-gioco che invita a riflettere sulla distrazione del pensiero, sull’attenzione in via di estinzione e sull’incoscienza, indotte sempre di più dai tanti stimoli (iconici, sonori, testuali) che ci giungono da un uso continuo delle nuove tecnologie e che provocano in noi una diminuzione dell’intelligenza critica le ’incapacità di concentrarci sugli aspetti umani e sui valori quali la solidarietà, il rispetto dell’altro, l’attenzione al prossimo e al pianeta.

Prende simbolicamente come guida lo scrittore statunitense morto suicida David Foster Wallace e il suo discorso per la cerimonia delle lauree al Kenyon College del 2005 “Questa è l’acqua”, in cui affermava: «“Imparare a pensare” vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all’esperienza. Perché, se non potrete esercitare questo tipo di scelta nella vostra vita adulta, allora sarete vera mente nei guai».

«Guardati attorno– spiegano i Sotterraneo –: quante altre cose attirano la tua attenzione? Ora guardati dall’alto: riesci a vederti? Le superfici dei territori più densamente abitati della Terra sono coperte da una fitta nebbia di messaggi, immagini e suoni in cui le persone si muovono, interagiscono, dormono. Visto da qui il pianeta sembra semplicemente troppo rumoroso e distratto per riuscire a sopravvivere – persino i ghiacciai si sciolgono troppo lentamente perché qualcuno presti attenzione alla cosa. Torniamo al suolo e guardiamoci da vicino: stiamo tutti mutando… in qualcosa di molto, molto veloce».

La serata è realizzata da Progetto Cantoregi, con il sostegno di Fondazione CRT e in collaborazione con la Città di Racconigi e il Centro culturale “Le Clarisse” di Racconigi e anticipa il calendario di CuneiForme.

Ingressi: Intero: 15 euro / Ridotto studenti under 26: 10 euro / Professionali e stampa: 5 euro