Peste suina dalla Cina, Coldiretti: “Trasparenza in etichetta per i salumi Made in Cuneo”

L'associazione di categoria chiede di accelerare sull’etichettatura d’origine per tutelare una grande eccellenza cuneese

0
134

Di fronte agli allarmi sanitari che si moltiplicano con la globalizzazione degli scambi, è più che mai urgente dare il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine sui derivati della carne suina per garantire trasparenza e rintracciabilità a tutela della salute dei cittadini. Lo afferma Coldiretti nel commentare positivamente il maxi sequestro della Guardia di Finanza di Padova con la collaborazione dell’ASL di 10 tonnellate di carni suine provenienti dalla Cina, attraverso il porto di Rotterdam, potenzialmente pericoloso per la diffusione della peste suina.

Una minaccia da scongiurare, considerata la rilevanza che l’allevamento suinicolo riveste nella Granda con 800 aziende e quasi 900.000 capi, pari al 70% dei suini allevati sull’intero territorio regionale, prevalentemente destinati alle filiere del Prosciutto di Parma DOP e del San Daniele DOP. “Sollecitiamo l’entrata in vigore del Decreto che introduce l’indicazione della provenienza per le carni suine trasformate, dopo l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni. Non è ammissibile che dalle frontiere europee abbiano lasciato passare materiale pericoloso; sotto accusa ci sono anche i ritardi, a livello nazionale, causati da una burocrazia che non comprende l’urgenza di tracciare gli alimenti che arrivano ai consumatori – dichiara Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo -. Il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i salumi, oltre a tutelare le nostre produzioni, è atteso dal 93% degli italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per Made in Italy. L’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie, un impegno portato avanti da Coldiretti con la petizione europea Eat original! e la raccolta di 1,1 milioni di firme di cittadini europei per chiedere alla Commissione UE di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti”.

L’atteso provvedimento – spiega Coldiretti – prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative al Paese di nascita degli animali, al Paese di allevamento e a quello di macellazione. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso Paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: nome del Paese”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europei, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: UE e extra UE”.