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Bilancio positivo per Fondazione Artea che chiude il 2019 tra successi e nuovi impegni

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I vertici della Fondazione Artea. Da sinistra: il presidente Marco Galateri di Genola, la vice presidente Michela Giuggia e il direttore Alessandro Isaia

Il 2019 è stato per la Fondazione Artea un anno di crescita e di conferme, segno che stiamo lavorando nella giusta direzione e che il livello dell’attività e dei progetti culturali è di assoluta qualità. La programmazione delle iniziative, anche grazie a partnership strategiche con le più importanti istituzioni culturali piemontesi, è aumentata e si è consolidata l’attenzione da parte del pubblico e il riconoscimento del valore delle nostre azioni da parte dell’intero sistema culturale. Significativo anche il ruolo che Artea sta svolgendo quale soggetto tecnico qualificato a supporto delle amministrazioni locali nello sviluppo di interventi strategici sul medio – lungo periodo per il recupero e la valorizzazione di alcuni beni storico artistici. Siamo sulla strada giusta e sono convinto che nei prossimi anni si possa e si debba crescere ulteriormente così da contribuire allo sviluppo culturale di un territorio che merita di essere valorizzato”. Sono queste le parole del Presidente della Fondazione Artea, Marco Galateri di Genola, nell’esprimere la sua soddisfazione per i risultati raggiunti negli ultimi dodici mesi di attività.

Gli fa eco il Presidente dell’Assemblea dei Sostenitori Michela Giuggia: ”La Fondazione Artea dà valore all’identità e dalla centralità del territorio punta al dialogo, al confronto e al coordinamento, nell’ottica di valorizzarne le potenzialità attraverso la messa a sistema e il rafforzamento dell’offerta culturale esistente. In quanto attivatore di sinergie virtuose e facilitatore di processi, quest’anno, Artea è cresciuta molto, come dimostrato anche dal network in costante ampliamento, con l’obiettivo di acquisire sempre più forza nel valorizzare la ricchezza culturale del nostro territorio”.

Una programmazione fitta quella del 2019, tra mostre, festival, spettacoli, conferenze e attività di ricerca, coordinamento e sviluppo, che ha visto la Fondazione impegnata a operare in stretta sinergia con enti, musei e associazioni del territorio e a collaborare con nuove istituzioni di primissimo livello per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale della provincia di Cuneo.

Le novità di quest’anno sono state molte, a partire da quelle nate nell’ambito del tavolo di lavoro permanente coordinato dalla Fondazione Artea, in collaborazione con l’ATL del Cuneese, e composto dai referenti tecnici dei Comuni e delle Unioni Montane che sostengono la Fondazione con l’obiettivo di attivare strategie di coordinamento e comunicazione integrata finalizzate alla valorizzazione e alla promozione dell’offerta culturale del territorio.

In questo contesto si è sviluppato il progetto Una Granda Scoperta, cinque itinerari turistici organizzati e promossi da Abbonamento Musei e Fondazione Artea e realizzati dal Consorzio Conitours, scelti con l’obiettivo di aumentare la penetrazione di Abbonamento Musei sul territorio cuneese, valorizzare e aumentare le visite ai beni culturali della “Granda”. Sempre nell’ambito dei tavoli di lavoro si è parlato di marketing territoriale con Film Commission Torino Piemonte che ha evidenziato come la presenza e la disponibilità nella nostra provincia di location, di strutture di servizio e di professionisti siano un aspetto fondamentale nell’ottica di presentare il territorio cuneese alle società di produzione in maniera esaustiva e appetibile.

Con l’obiettivo di offrire al mondo della scuola strumenti per la scoperta del patrimonio museale della nostra provincia, in partnership con l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito territoriale di Cuneo, è stata realizzata un guida che raccoglie in modo coordinato l’offerta educativa e didattica promossa per l’anno scolastico 2019/2020 dai musei e dalle realtà culturali che insistono sul territorio di competenza della Fondazione.

La stagione di eventi, invece, si è aperta a marzo a Cuneo con The Game, dialogo- spettacolo, unico appuntamento non torinese della Biennale Democrazia 2019, che ha portato sul palco del Teatro Toselli lo scrittore Alessandro Baricco e lo scienziato Riccardo Zecchina, impegnati in un confronto sul tema della dissoluzione del confine tra reale e digitale.

A giugno, forte del successo riscosso nell’esordio del 2018, la seconda edizione di Carte da decifrare al Castello del Roccolo di Busca, nonostante il maltempo che ha accompagnato ben tre delle quattro serate, ha riscosso un ottimo successo di pubblico, accorso numeroso a assistere alle performance che hanno visto esibirsi sulla terrazza panoramica del Parco Vincenzo Costantino Cinaski con Mell Morcone, Enrica Tesio con Mao, Guido Catalano con Matteo Castellan e Ascanio Celestini con Gianluca Casadei. Quest’anno la rassegna è stata inserita nel circuito “Palchi Reali”, programma di spettacoli dal vivo nato per valorizzare le residenze reali sabaude e il patrimonio storico artistico del Piemonte.

L’edizione 2019 è stata arricchita di alcuni servizi accessori, quali i laboratori per bambini organizzati in parallelo agli spettacoli e l’area bar con possibilità di aperitivo sulla terrazza. Il progetto è stato realizzato grazie alla confermata partnership con il Salone Internazionale del Libro, il Circolo dei Lettori e la Fondazione Piemonte dal Vivo, nonché con il supporto organizzativo dell’Associazione Castello del Roccolo e il contributo del Comune di Busca.

Agli appuntamenti di Busca, su richiesta dell’assessorato alla Cultura della Città di Cuneo, sono seguiti quelli “speciali” di Scrittori a teatro, realizzati in occasione della XX edizione di Scrittorincittà,che hanno portato al Teatro Toselli il giornalista Ezio Mauro, la scrittrice Chiara Gamberale e l’autore de “L’Amaca” Michele Serra.

A Saluzzo e Mondovì, in continuità con quanto realizzato lo scorso anno, si è continuato a lavorare sulla musica. Nell’antica capitale marchionale, la Fondazione ha partecipato alla realizzazione del MOF – Marchesato Opera Festival, la prestigiosa rassegna di musica antica promossa dalla Città di Saluzzo in collaborazione con la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale, che per questa edizione ha reso omaggio alla musica rinascimentale e barocca spagnola e alla sua influenza sulla cultura indigena delle colonie sudamericane.

A Mondovì, invece, sono andati in scena nove concerti del Festival dei Giovani Musicisti Europei, promosso dall’associazione italo-tedesca Linus Cultura, che ha portato da tutta Europa in Piemonte i migliori giovani talenti della musica classica.

Nel campo delle arti visive, sono tre i progetti espositivi che hanno impegnato la Fondazione Artea quest’anno. A Savigliano, la mostra Orizzonti, a cura di Laura Facchin e Luca Mana, che proponendo una riflessione sul valore del paesaggio come bene comune e identitario ha offerto una panoramica dell’evoluzione del paesaggio nella provincia di Cuneo dal Rinascimento alla modernità.

A partire dalle opere individuate dai curatori è stato sviluppato un progetto fotografico parallelo in collaborazione con Camera – Centro Italiano per la Fotografia a cura di Silvia Mangosio e Luca Vianello che hanno re-intepretato con il linguaggio contemporaneo alcuni dei paesaggi rappresentati nei quadri su supporto analogico (pellicola) attraverso immagini presenti su piattaforme digitali come Google Earth e Google Street View.

A Caraglio, in collaborazione con il Museo della Montagna di Torino, la Fondazione CRC e la Fondazione Filatoio Rosso, la rassegna Under Water a cura di Daniela Berta e Andrea Lerda ha approcciato un tema ambientale di bruciante attualità, legato alle ripercussioni del global warming sul più essenziale elemento naturale: l’acqua.

Sempre a Caraglio, Artea ha co-prodotto la mostra L’altra tela di Leonardo, progetto espositivo della Fondazione Filatoio Rosso a cura di Flavio Crippa e Aurelio Toselli, nato per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Visitabile ancora fino al 16 febbraio 2020, il percorso espositivo si sviluppa in tre sezioni attraverso ricostruzioni 3D, apparati multimediali, gigantografie, videoproiezioni, installazioni immersive e modelli lignei delle macchine.

È continuata nel 2019, infine, la collaborazione con il Comune di Vinadio e l’Unione Montana Valle Stura per la valorizzazione del Forte Albertino attraverso il coinvolgimento di nuovi pubblici, l’innovazione culturale, la commistione di linguaggi artistici finalizzata alla promozione del patrimonio storico e architettonico, la creatività coniugata alla valorizzazione dei saperi tradizionali.

Sulla scia del successo del 2018, per favorire il pubblico scolastico, è stato riproposto il progetto Trasportati nella storia che ha previsto l’apertura del bene già a partire dal mese di maggio e, grazie al sostegno di Michelin Italiana – Stabilimento di Cuneo, della ditta OMEC di Fossano e della Merlo Viaggi di Cuneo, ha finanziato il servizio di trasporto al Forte di Vinadio degli studenti delle Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° e 2° grado.

Nel 2019, ai percorsi di visita Montagna in movimento e Messaggeri alati, alle postazioni Vinadio Virtual Reality Volo libero sul Forte e Giallo Forte si sono aggiunti due eventi “storici” di promozione delle produzioni locali, della creatività artistica e dell’abilità artigianale con la VI edizione del Temporary shop nel periodo luglio-agosto e la XVI del Mercatino di Natale a fine novembre. Si è lavorato molto sull’audience development grazie al progetto Mammamia che forte! che è andato ampliando l’offerta Family and Kids Friendly con cui il sito si sta connotando sempre più come destinazione ideale per un pubblico di famiglie con bambini.

Sull’esito positivo del lavoro della Fondazione per questo 2019 si è espressa anche l’Assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio Vittoria Poggio: “La Fondazione Artea è una realtà importante e strategica per la provincia di Cuneo, perché, attraverso la promozione e la diffusione della cultura, può germogliare e svilupparsi il seme della creatività, proprio di territori in fermento, fattore chiave dello sviluppo economico e sociale dei sistemi produttivi di oggi, del territorio e delle comunità che lo abitano. E poiché la Regione vede nella cultura un valore essenziale, ed uno strumento fondamentale di crescita umana, di educazione sociale, di comunicazione, va il nostro ringraziamento alla Fondazione, per il lavoro svolto quest’anno e che ci auguriamo possa proseguire con buoni risultati anche in futuro.

c.s.