La Benarzole esonera Ghisolfi, l’ex allenatore: “Cacciato dopo la miglior prestazione stagionale, si dimenticano quali erano le premesse”

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E’ giunta da poche ore la comunicazione ufficiale dell’esonero, in casa Benarzole, dell’allenatore Sebastian Ghisolfi sostituito da Alberto Merlo, e la replica dell’ormai ex tecnico narzolese non si è fatta attendere. Una replica affidata a un lungo sfogo nel quale l’allenatore difende a spada tratta il suo lavoro, sottolineando la difficile situazione nella quale si è trovato a operare sin dal ritiro estivo. Questo il comunicato di Ghisolfi:

“Visto che leggo articoli riguardanti il mio esonero, sono costretto ad intervenire per difendere la mia dignità e il mio lavoro di fronte ad una società che, pur parlando bene di me, mi ha sostituito dopo la miglior prestazione stagionale e non si ricorda quelle che erano le premesse.

A luglio la situazione era drammatica, con la maggioranza della rosa che se ne stava andando e l’allenatore uscente che, non a caso, aveva deciso di scendere in Promozione. La settimana dopo che sono stato scelto contavo 5 giocatori a disposizione con il tempo che passava e nessuno arrivava, sembrava un’impresa poter completare una rosa presentabile per il ritiro e la società disperata che rifletteva addirittura su una mancata iscrizione.

In quella situazione l’allenatore ero io, nessun altro voleva esserlo, ed erroneamente ho deciso mettermi in gioco aiutando anche a scegliere giovani bravi con la speranza e la promessa che si allestisse una squadra competitiva. Non si sapeva quale fosse il budget (e nemmeno se ci fosse un budget) ma sono arrivati 15 giocatori, la maggior parte dei quali sotto i 21 anni e due 2002, diversi di prospettiva ma che non avevano mai giocato insieme.

Non mi sono mai permesso di lamentarmi, c’era solo da assemblare una squadra totalmente nuova con la società consapevole delle difficoltà rassicurandomi che il mio lavoro non sarebbe mai stato messo in discussione. La realtà è che nell’improvvisare una stagione la società ha scelto un capro espiatorio trentenne: se fosse andata bene si sarebbero presi i meriti di avermi scoperto e alle prime difficoltà avrebbero saputo con chi prendersela, cosí è avvenuto. Ci sono stati infortuni e ho giocato 8 partite con un terzino e un ragazzo del 2000 (bravissimo) in attacco e non ho mai cercato alibi.

Sono stati fatti 6 punti in 10 partite che sembrano pochi ma sono tantissimi viste le premesse; sarebbero stati di più se qualcuno non avesse calciato rigori fuori o non fosse scappato dal dischetto in un momento decisivo per la squadra e per me. Ma non me la prendo per questo, me la prendo perchè ho lavorato tanto e la squadra era in crescita dopo aver assimilato il mio lavoro, mai condiviso dalla società perchè ritenuto troppo ambizioso e criticato già dopo la prima sconfitta. Ora che finalmente tutti i giocatori sono a disposizione, qualcun altro potrà provare a raggiungere la salvezza al mio posto con una squadra che ho cercato di tenere in vita in ogni modo possibile e che ha rischiato di non esistere.

Io dico che se punti su un allenatore giovane alle prime esperienze poi devi dargli fiducia e non puoi metterlo alla porta alle prime difficoltà e dopo sole 10 partite. Non puoi prendertela con lui se vuole incidere con un’organizzazione di gioco perchè altrimenti quando avevi solo 5 giocatori e conoscevi l’impronta che voleva dare avresti dovuto dirgli che per quella realtà non andava bene e prendere uno che va sul campo e improvvisa.

Sento parlare di inesperienza ma non c’ entra nulla perchè in quelle condizioni anche l’allenatore più esperto non sarebbe arrivato a 6 punti. Sorrido perchè sembra che 6 punti dalla salvezza diretta siano tanti ma considerando da dov’è partita questa società in estate sono pochi e saranno facilmente colmabili con l’organico al completo, con il mercato che si avvicina e anche con i rigoristi che aggiustano la mira.

Ringrazio ogni giocatore per la disponibilità e l’impegno perchè grazie a questa difficile avventura mi ritengo un allenatore migliore di prima e sono ancora più convinto della qualità del mio lavoro. Dal canto mio spero di aver lasciato loro qualcosa di importante e che si troveranno nel tempo. Il mio augurio è che i giovani a cui ho dato fiducia un giorno giochino in categorie superiori anche grazie a questo momento difficile che li ha formati, sarebbe la mia più bella vittoria.

Le belle parole del presidente nei miei confronti contano zero perchè, se dopo la partita contro l’Asti, dominata e decisa anche da un rigore solare non concesso, sei d’accordo con l’esonero dell’allenatore e non hai nemmeno il coraggio di chiamarlo per dirglielo vuol dire che sei come gli altri dirigenti, quelli che dopo aver guardato la partita la giudicano come se avessero aperto il giornale e letto solamente il risultato finale: tifosi da bar sport”