Rally del Piemonte: piloti e navigatori uniti per la pronta guarigione di Cristiano Giovo

Il navigatore astigiano è stato coinvolto in un incidente domenica scorsa sulla ps 8 Ceva

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“Motorsport can be dangerous” è la scritta che recitano i cartelli  affissi nelle zone dove è in corso un rally: chi è appassionato lo sa, e ancora di più lo sanno i piloti e i navigatori che, per amore delle quattro ruote e della velocità, si siedono fianco a fianco nell’abitacolo delle loro macchine da corsa, sapendo, che con loro c’è anche un passeggero scomodo: il rischio.

Chi ama il motorsport lo sa che ci possono essere dei rischi, come lo sanno tutti quelli che fanno sport in qualche modo “estremi”, non riguarda solo piloti e navigatori, ma anche climber, appassionati di moto e tutti gli altri sportivi che praticano discipline a livello agonistico.

Per tutti questi motivi e per amore del motorsport ci teniamo, come redazione, a fare gli auguri di pronta guarigione a Cristiano Giovo, navigatore dell’equipaggio 23, al Rally del Piemonte dello scorso week-end, rimasto coinvolto in un incidente sulla PS 8 di Ceva.

In queste ore si stanno susseguendo sulla sua pagina di Aeffe Sport e Comunicazione  messaggi di incoraggiamento da parte di amici stretti e compagni di gara, affinché Cristiano, al momento ancora in ospedale, possa riprendersi al meglio.

Vogliamo dare inoltre voce e visibilità a una lettera aperta scritta da Serena Barsanti, pilota e navigatrice, che si sta diffondendo sul web tra gli sportivi del settore.

ALLA C.A. DI TUTTI GLI APPASSIONATI DI RALLY
“Siamo un gruppo di rallysti, piloti e navigatori. Vogliamo parlarvi di un problema che attanaglia ormai tutti i rally e di altri sport motoristici: le foto e video di incidenti particolarmente violenti.
E’ chiaro che un incidente faccia più notizia di un passaggio pulito e spettacolare, ma a che pro pubblicare qualsiasi materiale raffigurante un’auto da rally dove, ahimé, uno dei vostri beniamini ha subito gravi danni oppure è deceduto a causa di ciò?
Apriamo immediatamente questa lettera aperta con un’immagine forte, perché quello che chiediamo è rispetto della privacy e del dolore di amici e parenti degli sportivi coinvolti.
Mettetevi nei nostri panni. Correte, con amici e parenti a casa che seguono da lontani la corsa, ad un certo punto fate (speriamo di no) un brutto incidente dove si richiede l’intervento del personale medico. Chi vorreste che avvisi i vostri familiari? Un post su una qualsiasi pagina Facebook oppure un membro dell’organizzazione o chi per esso deputato a farlo? Noi personalmente vorremmo che sia una persona autorizzata a farlo. Non vorreste mai che si venga a sapere così a caso da terze persone, giusto?
Ecco, riflettete un secondo. Deontologia giornalistica vuole che si avvisi di un incidente, ma senza notizie certe non si fanno pronostici sulla salute e sui danni riportati dall’equipaggio. Sempre deontologia giornalistica vuole che prima vengano avvisati in privato i familiari, dopodiché si può pubblicare i nomi e gli ulteriori dettagli dell’incidente, ma in tono garbato, rispettoso e mai sensazionalistico.
Sensazionalistico. Non vogliamo appunto essere la vostra carne da macello, né un elemento attrattivo per aumentare views e likes. Sappiamo benissimo sui video che la dicitura “CRASH” sia una importante calamita per chi voglia vedere un video interessante. Bisogna anche saper utilizzare certi termini con ponderazione, quindi “-crash, +passaggi spettacolari” per favore.
Perciò, a nome di tutti noi piloti e navigatori, chiediamo maggior sensibilità da parte di tutti voi spettatori. Se siete appassionati della nostra disciplina, abbiate maggior rispetto per noi addetti ai lavori.
Grazie.”