Boves ha detto salutato per l’ultima volta Matteo Pellegrino, «Materìn», partigiano e muratore

Classe 1927, novantaduenne, mellanese più anziano, era anche uno degli ultimi partigiani bovesani viventi.

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Tutta la Comunità di Mellana di Boves si è stretta, insieme agli amici, alla famiglia Pellegrino, sotto la pioggia del pomeriggio di ieri, sabato 27 luglio, per la cerimonia funebre, nella parrocchiale-Santuario frazionale, di Matteo, «Materìn», il patriarca.

Classe 1927, novantaduenne, mellanese più anziano, era anche uno degli ultimi partigiani bovesani viventi. Sempre gentile e sorridente, non aveva perso il gusto per la vita, nonostante i dolori che gli aveva riservato, in primis le scomparse premature della adorata moglie Ines e della figlia. Lo aveva sempre sorretto una invidiabile salute, forma fisica (a ottanta anni andava ancora a cacciare in montagna, robusto e muscoloso), solo ultimamente messa a prova dagli anni, con una perdita parziale della vista che lo aveva molto fatto soffrire (ma capitava di vederlo nei boschi a cercar funghi, di incrociarlo al mercato bovesano del sabato o a giocare a bocce a Mellana).

Negli ultimi mesi si era reso necessario, per le conseguenze di una caduta, il suo ricovero nella casa di riposo peveregnese, di Montefallonio, «Villa Fiorita», dove è morto. Muratore per tutta la vita, da raccontare, nell’immediato dopoguerra, è anche sua esperienza, in ambito minerario, in Belgio, con altro giovane ex partigiano mellanese, defunto negli anni Novanta, Angelo Dalmasso, «Capuràl». Lascia il figlio Orazio, ex consigliere comunale, con la moglie Bruna e la figlia Ines, il genero Roberto con la figlia Chiara, insieme a Federica ed alla pronipote Elena, i fratelli Giacomo e Vittorio. Le Messe di settima e trigesima (celebrate dopo settimana e mese dal decesso) saranno i sabati 3  e 24 agosto, a Mellana, alle 18,30. La salma riposa nel cimitero di Boves.

AT