Ciclismo – La “follia” di Mauro Musso, due Fausto Coppi di seguito: “Che emozione!”

Tra le storie della corsa andata in scena domenica, anche quella di un cuneese che ha fatto il percorso lungo di notte, per poi presentarsi alla partenza della Mediofondo la mattina

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Due Fausto Coppi, praticamente di seguito. Prima la lunga, poi la corta. Una follia? Forse sì, ma c’è qualcuno che l’ha davvero fatta. E’ Mauro Musso, cuneese di 42 anni, che racconta la sua impresa come se fosse la cosa più normale del mondo: “Mio cognato ha iniziato da pochi mesi ad andare in bici e mi ha chiesto di fare la Fausto Coppi insieme a lui. Voleva fare la Mediofondo, ho provato a convincerlo a fare il percorso lungo, ma non c’è stato verso ed allora me la sono allungata da me”.

Sì, perché per uno che fino a qualche anno fa gareggiava a livello amatoriale in tutto il Nord Italia e che aveva corso per 13 volte la Fausto Coppi, la Mediofondo sarebbe stata come “una macchia sul curriculum”, come dice lui scherzandoci su: “Da 3 anni non gareggio più, ho avuto due figli e ho dovuto rallentare un po’ per passare del tempo in famiglia, ma per me la Fausto Coppi è solo percorso lungo”. Così ha deciso di esagerare: “Sono partito sabato sera, ho fatto quasi tutto il percorso della Granfondo, togliendo solo la salita di Valmala, e sono arrivato in piazza Galimberti alle 4,30”.

Mauro sul Fauniera la notte tra sabato e domenica

Due parole con gli organizzatori, già presenti sul tracciato, poi a casa per una doccia e via per la partenza della Fausto Coppi, senza dormire neanche un minuto: “Se mi fossi coricato, starei ancora dormendo adesso! Sono partito col gruppo e ho fatto la Mediofondo, finendo anche con un buon tempo”. Mauro ha chiuso in 5h15’, arrivando al traguardo in ottime condizioni. Merito della forza di volontà, ma non solo: “Sono un consulente di benessere e il sapere come alimentarmi e idratarmi nel modo corretto mi ha aiutato molto, soprattutto in una giornata così calda. Ho sfruttato ogni punto di ristoro e sono stato sempre bene, senza mai andare in crisi. Arrivato a casa ho ancora giocato un po’ con i miei figli. E se devo dirla tutta, anche oggi, il giorno dopo, mi sento bene”.

In tutto è stato in bici 12 ore e mezza percorrendo 240 km con 5.600 metri di dislivello. “E’ stata una grande soddisfazione. L’emozione più grande l’ho provata nel salire il Fauniera di notte. E’ un’esperienza che consiglio a chi ama la bici: si vive la montagna in un altro modo, cogliendo solo i rumori della natura e sentendo i suoi profumi”.