Dal 1° luglio scontrino elettronico obbligatorio: le considerazioni di Confartigianato Piemonte

Riceviamo e pubblichiamo l'analisi di Confartigianato Piemonte che valuta novità e problematiche della norma

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Dal prossimo primo luglio, anche in Piemonte tutte le attività artigiane e commerciali, con volume d’affari superiore a 400mila euro, sono obbligate all’emissione dello scontrino elettronico.

Il decreto fiscale nello specifico prevede infatti che, dal primo luglio, gli esercizi commerciali con un fatturato superiore ai 400mila euro abbandonino lo scontrino fiscale passando a quello elettronico, mentre col 2020  toccherà a tutti gli altri negozi.

Non siamo contrari allo scontrino elettronico e ai pagamenti informatici per combattere il nero – afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – però i problemi principali, soprattutto per chi opera in una sede fisica non fissa, rimangono sia la gran parte del costo di un nuovo strumento, sia l’indispensabile connessione alla rete”.

Confartigianato chiede inoltre di intervenire per la non applicazione di sanzioni in fase di avvio del nuovo obbligo. “Con questa richiesta – spiega Felici – viene sancita l’inapplicabilità delle sanzioni nei casi in cui, per i primi sei mesi di obbligatorietà della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, l’operazione sia stata certificata con scontrino o ricevuta fiscale. L’inapplicabilità delle sanzioni, al pari di quanto è stato previsto per la fatturazione elettronica, ha lo scopo di evitare, in sede di avvio del nuovo obbligo, l’applicazione di pesanti sanzioni considerato che i contribuenti stanno applicando modalità procedurali consolidate da oltre vent’anni”.

Confartigianato ha chiesto di rinviare al primo gennaio l’entrata in vigore delle nuove norme: “ i tempi per l’entrata in vigore da luglio del nuovo obbligo sono troppo brevi anche per le imprese più strutturate”.

Il Ministero dell’Economia ha emanato solo un decreto attuativo atteso. Quello che riguarda l’esonero di scontrino telematico per alcune tipologie di esercizi: tabaccai, giornalai, commercianti di prodotti agricoli e chi presta servizi di telecomunicazione e trasporto pubblico.

Ancora nulla per quel che riguarda il decreto destinato a quelle aree del paese dove a causa della cattiva connessione ad internet sarà possibile emettere lo scontrino fiscale.

Confartigianato, inoltre, ha richiesto che l’esenzione riguardi anche i contribuenti che applicano il regime forfetario, poiché questi, non addebitando l’IVA sulle cessioni o prestazioni eseguite, presentano profili di rischio nulli sul versante di tale imposta.

Altra categoria di soggetti e attività per i quali l’Organizzazione Artigiana ha chiesto l’esonero dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, è rappresentata da chi attualmente certifica i corrispettivi mediante ricevuta fiscale e opera presso l’abitazione del cliente o in forma ambulante.

Questo perché l’obbligo del rilascio del documento “commerciale” all’acquirente al momento dell’effettuazione dell’operazione, imporrebbe all’imprenditore la necessità di dotarsi di idonei strumenti tecnologici, con caratteristiche di praticità che potrebbero incidere sulla relativa spesa rispetto ad un comune registratore telematico a postazione fissa. La soluzione proposta dall’Associazione, considerata la modalità con cui l’attività è esercitata, è quella di esonerare tali soggetti dal nuovo obbligo e mantenere l’attuale obbligo di certificazione.

Rete e strumenti, sono fattori da tenere sempre in considerazione – continua Felici – soprattutto per alcuni settori i cui ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza del costo di strumenti particolarmente costosi e l’onere di un abbonamento per telefonia mobile, significherebbe dover rinunciare al profitto”.

Considerato come il Governo abbia già previsto un bonus per l’acquisto dei registratori di cassa, sotto forma di credito d’imposta – propone Felici – noi crediamo che invece sarebbe giusto se lo Stato prevedesse la completa gratuità di tali strumenti e delle linee”.

Confartigianato Imprese Piemonte ricorda come solo una fetta limitata di piemontesi possa beneficiare della banda ultra larga, un servizio ormai essenziale. Un recente studio dell’Associazione di Categoria sull’offerta di accesso ad Internet in banda ultra larga, ha rivelato come il Piemonte, a livello nazionale, con una copertura del 57,6% della popolazione (dato composto da una quota del 24,6% relativa alla velocità 30-100 Mbps e da una quota del 33,0%% relativa alla velocità 100-1.000 Mbps), occupi appena l’undicesimo posto.

A livello provinciale piemontese, le più fortunate sono le famiglie di Torino il cui territorio è coperto al 71,7%. Seguono quelle di Novara (copertura al 56,0%), Vercelli (48,1%), Alessandria (47,9%), Asti (36,8%), Cuneo (34,4%) e Verbano 33,1% .

c.s.