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Celebrati con un convegno i 700 anni dell’ospedale di Cuneo

L'appuntamento si è svolto al Centro Incontri della Provincia. Grande orgoglio da parte di tutti i protagonisti intervenuti: "I rapporti umani il valore aggiunto del nostro ospedale"

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Da ricovero per poveri e malati fino a diventare un ospedale moderno ed efficiente, un’eccellenza della sanità. In mezzo 700 anni di storia vissuta insieme ad una città e a tutto un territorio, ripercorsa nelle oltre 4 ore di convegno svolto nella mattinata di oggi, mercoledì 29 maggio, nel Centro Incontri della Provincia.

In una sala gremita, la mattinata si è aperta con il percorso storico tracciato da Edoardo Cavallo, seguito dall’intervento di Giovanni Cerutti, che si è invece soffermato sul legame forte con la città. Quindi la parola è passata ai protagonisti, con la proiezione di un video con le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona lo sviluppo dell’ospedale degli ultimi 50 anni.

Il convegno si è chiuso con la tavola rotonda dal titolo “Dagli anni 60 ad oggi: l’evoluzione dell’ospedale e gli scenari futuri”, moderato dal direttore de “La Guida” Ezio Bernardi e aperto dai racconti del primario Adriano Spada, che contribuì a far nascere la Pediatria a Cuneo: “Il reparto fu aperto nel 1961. Erano altri tempi: avevamo a che fare con malattie che oggi sono scomparse. Eravamo due medici, 35 infermieri e due inservienti: si lavorava molto e senza tecnologie. Io non ho visto crescere i miei figli in quegli anni, ma il reparto per noi era come una famiglia”. “Io ho vissuto il grande cambiamento che ha portato all’introduzione delle tecnologie – ha aggiunto Ugo Sturlese, altro ex primario ed attualmente consigliere comunale -. Prima l’ospedale era tecnologicamente primitivo, ma c’era una grande forza nelle relazioni sociali. La sfida di oggi è ricomporre questi due aspetti, perché il rapporto umano tra gli operatori e i pazienti è la cosa più arricchente”.

Tanti ricordi anche per l’ex coordinatrice del Pronto Soccorso Olivia Cerrina: “Nel 1966 eravamo in pochi e si faceva di tutto. Intorno agli anni 80 qualcosa è cambiato, con l’arrivo di specialisti e la possibilità di allargare e migliorare i servizi”.

Presente anche Fulvio Moirano, direttore generale dal 1996 al 2007, che ha raccontato i suoi di cambiamenti: “Arrivarono nuovi primari e ci furono numerosi ed importanti investimenti grazie anche all’aiuto della Fondazione Crc. Ci fu una svolta, con nuovi macchinari e la nascita da zero della cardiochirurgia: non fu un percorso facile”. “Sì, abbiamo messo in campo molti investimenti per l’ospedale di Cuneo – ha confermato il presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta -. In tutto sono stati elargiti quasi 30 milioni di euro: è il nostro modo per ringraziare l’azienda ospedaliera per quanto fatto in questi anni, una collaborazione che continuerà in maniera proficua. La differenza la fanno sempre le persone, senza le quali le risorse economiche non servirebbero a nulla”. Ha chiuso gli interventi il presidente della Fondazione Crt ed ex presidente della Provincia Giovanni Quaglia: “Questo ospedale è un unicum, perché ha una sua identità che si è costruita nel tempo mettendo al centro la persona. Guai a perdere quello spirito”.

Nelle sue conclusioni, il direttore generale Corrado Bedogni ha ricordato con orgoglio di quanto l’ospedale di Cuneo sia “ben voluto ed efficiente”, fornendo un dato importante: “Abbiamo avuto un avanzo di utile di 1 milione e 100 mila euro che utilizzeremo per l’acquisto di una nuova risonanza magnetica in 3D: andiamo avanti con fiducia, cercando di migliorare e crescere sempre di più, anche se la mancanza di specialisti è un problema sempre maggiore”.