La Provincia di Cuneo approva il Piano per il controllo del cinghiale per i prossimi cinque anni

Via libera dal Consiglio provinciale anche al regolamento provinciale per l’attuazione di quello europeo sulla privacy

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Il Consiglio provinciale di lunedì 8 aprile, presieduto dal presidente Federico Borgna, ha approvato all’unanimità il Piano provinciale quinquennale (2019-2023) per il controllo del cinghiale (sus scrofa). Il documento della Provincia, introdotto dal consigliere provinciale delegato alla Caccia Pietro Danna e illustrato dal dirigente del Settore Alessandro Risso, parte dalla constatazione che i cinghiali, malgrado le operazioni di controllo effettuate già a partire dai primi anni Ottanta sul territorio provinciale, continuano a provocare danni significativi alle coltivazioni agricole.

I cinghiali sono presenti soprattutto nelle zone collinari vocate a noccioleto (in particolare Langhe e Alta Langa) e di montagna per la presenza di castagne e ghiande disponibili in conseguenza all’aumento di terreni incolti o abbandonati, ma si spingono anche in pianura dove ci sono coltivazioni intensive o zone antropizzate dove trovano rifiuti alimentari. Inoltre, i cinghiali sono causa di molti degli incidenti stradali causati da selvatici (il 28% del totale), possono essere vettori di malattie per i suidi allevati, nonché danneggiare la piccola fauna ed il patrimonio agro-forestale. I danni causati all’agricoltura dal solo cinghiale sono stati quantificati nel 2017 in quasi mezzo milione di euro, pari a quasi il 63% del totale dei danni causati dalla fauna selvatica nella Granda.

Il Piano per il controllo è stato elaborato sulla base della legge 157/1992, sulla legge regionale 19 giugno 2018, nonché su quanto previsto dalla delibera della Giunta Regionale 20-8485 del 1 marzo 2019 contenente indicazioni operative per le Province. Il Piano della Provincia di Cuneo ha ricevuto nei giorni scorsi anche il parere positivo dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra).

Per contenere i cinghiali si ricorre, oltre all’attività regolamentata di prelievo venatorio da parte dei cacciatori di Atc e Ca, alla cattura con apposite gabbie e all’abbattimento in attività di controllo da parte delle guardie venatorie della Provincia, guardie forestali e guardie comunali munite di licenza per l’esercizio venatorio, proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio. L’attività di controllo può essere effettuata dai proprietari o conduttori dei fondi, al fine di contenere i danni agricoli, attraverso cattura o abbattimento sui fondi, in ogni fase del ciclo produttivo.

La Provincia di Cuneo organizza e/o coordina con gli Atc, Ca e le organizzazioni professionali agricole corsi di formazione per i proprietari o conduttori dei fondi allo scopo di assicurare che il personale scelto, oltre a disporre delle necessarie autorizzazioni, sia opportunamente preparato. Il Piano per il controllo del cinghiale precisa in modo dettagliato le condizioni ed i limiti per l’attività di cattura e di abbattimento e controllo selettivo. Prevede anche interventi d’urgenza da richiedere direttamente alla Provincia (Corpo di Polizia Locale Faunistico Ambientale).

Al dibattito sono intervenuti i consiglieri provinciali Massimo Antoniotti, Carla Bonino e Bruno Viale per approfondire l’argomento che è molto sentito dalla popolazione. “L’approvazione del Piano di controllo del cinghiale – ha commentato Danna – rappresenta un risultato importante della Provincia, che risponde alle precise istanze sollevate da numerose organizzazioni professionali agricole ed alla necessità di contenere il numero di sinistri stradali causati da questa specie animale lungo la rete viaria che attraversa il nsotro territorio. In particolare, recependo la recente normativa regionale sul tema e le sue indicazioni operative, con questo Piano si consentirà di porre in essere le attività di contenimento dei cinghiali, mediante la cattura o l’abbattimento dei capi, non solo alle guardie venatorie dipendenti della Provincia, ma anche ai proprietari o conduttori di fondi agricoli in possesso di licenza di caccia e muniti di attestato di partecipazione ai corsi di formazione organizzati dalla Provincia in coordinamento con gli Atc, Ca e le organizzazioni professionali agricole. A tal proposito ho già preso contatto con alcune associazioni di categoria per definire un percorso condiviso e comune, che permetta di attuare in modo efficace le prescrizioni del Piano in modo da dare una risposta concreta ai tanti agricoltori che soffrono dei danni causati da questo animale”.

Via libera anche al Regolamento provinciale per l’attuazione del Regolamento europeo 679/2016 sulla protezione dei dati personali. Il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità il documento che definisce, dal punto di vista operativo, il comportamento dell’ente Provincia in materia e le principali novità introdotte dal Regolamento europeo (Gdpr 679/20169 che ha segnato una linea di demarcazione con le precedenti discipline in materia di protezione dei dati personali. Il documento europeo fa riferimento alla “responsabilizzazione” (accountability) e I diritti degli interessati.

Il sistema della “responsabilizzazione” rappresenta l’elemento fondamentale per garantire la conformità al Gdpr che affida al titolare e al responsabile l’adozione di adeguate misure di sicurezza. Il regolamento prevede un modello organizzativo con ruoli, compiti e responsabilità in capo ai vari attori coinvolti nelle attività di trattamento dei dati personali. Titolare del trattamento e responsabile rappresentano i ruoli chiave per l’applicazione delle disposizioni.

La Provincia di Cuneo agisce nella veste di titolare del trattamento attraverso gli organi e i soggetti preposti in relazione alle regole dell’ordinamento giuridico. Per responsabile del trattamento dei dati deve intendersi soltanto il responsabile esterno che agisce per conto del titolare dietro affidamento di prestazioni o servizi.

c.s.