Cuneo: Alessandro Baricco al Toselli spiega come affrontare l’era del digitale

Il noto scrittore torinese è venuto a Cuneo nell'ambito della sesta edizione di Biennale Democrazia, intitolata “VISIBILE INVISIBILE”

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«Qualcuno di voi sa davvero che cosa significa il termine digitale? La definizione più sensata che sono riuscito a dare è: traduzione di ogni frammento di mondo in un numero», così ha iniziato il suo intervento Alessandro Baricco, ieri sera, di fronte al pubblico che ha gremito il Teatro Toselli di Cuneo.

Il noto scrittore torinese è venuto a Cuneo nell’ambito della sesta edizione di Biennale Democrazia, intitolata “VISIBILE INVISIBILE”, nella quale si inserisce la collaborazione che Fondazione Artea, rappresentata dal Direttore Alessandro Isaia, Città di Cuneo e CeSPeC – Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo hanno definito con Fondazione per la Cultura Torino e Polo del’900. 

Alessandro Baricco ha dialogato con lo scienziato Riccardo Zecchina, docente di Fisica presso la Bocconi di Milano, su temi che ci coinvolgono nel quotidiano: internet, web e social media.

«Quando ho iniziato il mio saggio, ho scritto molte pagine, che ho poi messo da parte perché ho capito che del “digitale” sapevo ben poco; così ho deciso di farmi aiutare da uno scienziato e ho chiesto aiuto a Riccardo» – ha spiegato Baricco – «Io sono un umanista e oggi siamo abituati a vedere scienza e umanesimo come i due emisferi del cervello, ma riflettendoci è un grave errore, pensiamo a Galileo o a Leibniz, li studiamo in filosofia, ma sono stati soprattutto uomini di scienza, in passato non c’era questa distizione, il sapere era unico, a tuttotondo».

Con l’aiuto di Zecchina, Baricco ha ripercorso velocemente i passi dell’evoluzione che ci ha portati dall’utilizzo della cabina telefonica allo smartphone, ponendo l’accento su come quelle sequenze di bit, che costituiscono il linguaggio dei nostri device, abbiano cambiato non solo il modo di comunicare, ma anche quello di essere e di amare.

Digitale, non significa più “toccato con le dita” (dal Latino Digitus, dito ndr), ma “alla portata di tutti” e questo implica molti aspetti; come ha evidenziato Baricco se in passato anche una chiamata poteva essere fattore di stress (cerca la cabina telefonica, calcola il tempo della chiamata in base alle monete disponibili etc), il digitale ha reso tutto più semplice e divertente. Questo ha portato all’eliminazione graduale delle élite: ora tutti possiamo fare una fotografia, un video, una registrazione o mandare mail. Eliminare le élite però ha portato anche alla nascita di una democrazia perversa: tutti abbiamo il diritto di scrivere e dare opinioni, spesso anche senza le adeguate conoscenze, nel tempo di un clic.

«Il romanticismo è stata una corrente e un’epoca superiore, leggere e capire Lord Byron
non era alla portata di tutti, pochi lo capivano e anche pochi erano in grado di reggerlo spiritualmente. Ora viviamo nell’epoca del facile, forse siamo davvero racchiusi in una bolla in cui veniamo bombardati di informazioni sulla base dei risultati che tirano fuori gli algoritmo di  Google in base alle nostre ricerce, ma ricordiamoci che stiamo vivendo lo abbiamo scelto nella prospettiva di un mondo più libero e saremo sempre liberi di scegliere per noi».