L’abbraccio a Maria Franca Ferrero di Alba

0
299

Al Teatro sociale il concerto di Uto Ughi per gli 80 anni della signora, salutata da scroscianti e calorosi applausi corali

Chiamatelo cordone ombelicale, chiamatelo Dna, fatto sta che il legame fra la città di Alba e la famiglia Fer­rero, prima ancora che con l’a­zienda dolciaria che dà lavoro a migliaia di persone ed è fra i principali artefici dell’affermazione del “modello Langa”, è un “unicum” del quale è difficile, se non impossibile, trovare eguali nel Paese e pure oltre le frontiere nazionali. L’ennesima dimostrazione del postulato (che, essendo tale, comunque non ha bisogno di verifiche) è e­mersa lo scorso 5 marzo al teatro sociale “Gior­gio Busca”, quando è an­dato in scena il concerto di Uto Ughi e dell’orchestra da camera “I fi­lar­mo­nici” di Roma in onore di Maria Franca Ferrero, in oc­ca­sione dell’ottantesimo compleanno (la signora è nata a Sa­vigliano il 21 gennaio 1939).

La sola accoglienza ri­servatale all’arrivo nel “fo­yer” e all’ingresso in sala, accompagnata dal fi­glio Gio­van­ni e dalle nuo­re Paola e Luisa, è la testimonianza definitiva dell’amore de­gli albesi verso i Ferrero.
«Sono commossa per le attenzioni che mi offrite e per il riconoscimento di tutta una vita accanto a mio marito Michele», ha poi detto la signora Maria Franca sul palcoscenico, prima di ricevere un omaggio floreale dal sindaco, Maurizio Marello, fra gli applausi scroscianti del pubblico che ha assiepato le due sale del Sociale.

In piedi, tutti i presenti (fra gli altri sono intervenuti il vescovo di Alba, mons. Marco Bru­netti, e il prefetto di Cuneo, Gio­vanni Russo) hanno più vol­te “abbracciato” la famiglia Ferrero in quello che è stato il più spontaneo e sincero dei ringraziamenti della collettività.
Una gratitudine che è tangibile anche nella toponomastica, vi­ste le intitolazioni a Michele Fer­rero della ex piazza Savona di Alba e di vitali luoghi pubblici di 38 paesi dell’alta Langa che debbono al Gigante amico il fatto che non si siano spopolati al tempo del “boom” industriale post-bellico.

Grandissimo è stato il gradimento corale per il magnifico concerto del maestro Ughi e de “I filarmonici” che hanno proposto “Le quattro stagioni” di An­tonio Vivaldi.
«La comunità di Alba, Langhe e Roero resta una grande famiglia», ha dichiarato il primo cittadino, accanto alla signora Maria Franca Ferrero. «Una volta, quan­­do una persona cara celebrava un momento importante della propria esistenza, si faceva festa tutti insieme. Ed è per questo che abbiamo pensato di organizzare questo mo­mento. Per­ché per noi la signora Maria Fran­ca Ferrero è una persona ca­ra, in­sieme alla sua famiglia, con Gio­vanni, Paola, Luisa e i nipotini. Il dottor Pie­tro e il signor Michele sono e resteranno per sempre persone a noi carissime».

Interrotto da un altro lunghissimo applauso, Maurizio Marello ha aggiunto: «Fare festa significa anche riconoscenza, gratitudine, affetto. Un grazie sincero, signora Maria Franca, a lei e alla sua famiglia per il bene che ci avete voluto e continuate a vo­lerci. Questo è anche, e so­prat­tutto, un modo per ribadire che questa storia che la città ha avuto la fortuna di vivere, grazie al genio del signor Michele Ferrero e oggi grazie a Gio­vanni, è una storia straordinaria che dà speranza e a noi e a tutto il Paese che ha bisogno di aziende e di famiglie come la vo­­stra, ma anche di co­munità co­me la nostra. Grazie a tutti!».
Durante lo straordinario concerto il grande violinista che ha spiegato i vari sonetti vivaldiani prima della magistrale e­se­cuzione con l’orchestra. A det­ta di tutti, la “Pri­mavera”, l’“Esta­te”, l’“Au­tunno” e l’“In­verno” sono stati interpretati in modo stupefacente e magnifico.
L’evento è stato voluto e organizzato dall’Amministrazione co­munale albese, in collaborazione con il teatro sociale “Giorgio Busca”.

(Fotoservizio di Alice Ferrero)